Il terremoto di magnitudo 5.3 si è verificato alle 00:21 di mercoledì 19 agosto 2026, ora locale, corrispondenti alle 19:51 UTC del 18 agosto.
L’epicentro è stato localizzato nel Badakhshan, in Afghanistan, circa 35 chilometri a sud di Jurm, alle coordinate 36.5535° N e 70.7551° E.
Secondo i dati USGS riportati dalla fonte, il sisma ha avuto una profondità di 196 chilometri. L’evento risulta confermato e i parametri sono stati sottoposti a revisione manuale.
Scossa avvertita su un’area molto vasta
Nonostante la notevole profondità, il terremoto è stato avvertito in numerose località.
Le segnalazioni sono arrivate da Afghanistan, Pakistan e Uzbekistan. Secondo i dati raccolti, la scossa sarebbe stata percepita generalmente fino a distanze comprese tra circa 350 e 800 chilometri dall’epicentro, con alcuni casi isolati segnalati fino a circa 816 chilometri.
L’intensità stimata nelle vicinanze dell’epicentro è stata classificata al livello III della scala Mercalli modificata, corrispondente a uno scuotimento debole.
Diverse segnalazioni dalla capitale
Il maggior numero di testimonianze è arrivato da Kabul, distante circa 267 chilometri dall’epicentro.
Alcune persone hanno descritto oscillazioni durate pochi secondi. Una delle testimonianze provenienti dalla capitale ha classificato la percezione come moderata, mentre altre hanno indicato uno scuotimento molto debole o leggero.
Segnalazioni sono arrivate anche da Chitral e Mingora, in Pakistan, oltre che da altre località molto più lontane. A Herat, situata a oltre 800 chilometri dall’epicentro, sono stati registrati due rapporti di scuotimento debole o molto debole.
Possibile replica di un terremoto di magnitudo 6.1
Secondo le informazioni riportate, il sisma di magnitudo 5.3 potrebbe essere una scossa di assestamento di un terremoto più forte verificatosi circa sette settimane prima.
Il 27 giugno 2026, infatti, un terremoto di magnitudo 6.1 aveva colpito un’area situata circa 44 chilometri a sud di Jurm. L’epicentro di quell’evento si trovava a soli 9 chilometri circa da quello del terremoto del 19 agosto.
Più recentemente, il 27 luglio, un altro terremoto di magnitudo 5.5 era stato registrato circa 66 chilometri più a est.
Una delle aree sismiche più attive
L’area dell’Hindu Kush interessata dall’evento presenta un livello di attività sismica definito molto elevato nei dati forniti.
Entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro vengono stimati mediamente circa 411 terremoti all’anno, considerando gli eventi di magnitudo 1 o superiore. Per quelli di magnitudo 5 o superiore la media indicata è di circa 6,8 terremoti all’anno.
Dal 1900, secondo l’archivio riportato dalla fonte, nell’area si sono verificati almeno 17 terremoti di magnitudo superiore a 7.
Il precedente più forte raggiunse magnitudo 7.8
Tra gli eventi storici citati spicca il terremoto di magnitudo 7.8 del 15 novembre 1921, indicato come il più forte registrato nell’area dal 1900.
Più recentemente, nel marzo 2023, un terremoto di magnitudo 6.5 si era verificato a circa 17 chilometri dall’epicentro dell’evento attuale. Nell’ottobre 2015, invece, la stessa regione era stata interessata da un sisma di magnitudo 7.5.
La scossa del 19 agosto si inserisce quindi in un contesto caratterizzato da frequente e significativa attività sismica, con numerosi terremoti registrati anche nelle settimane precedenti.




