Un terremoto di magnitudo 4.5 è stato registrato nel pomeriggio di mercoledì 23 settembre 2026 alle 15:52 ora locale, corrispondenti alle 06:52 UTC. L’epicentro è stato localizzato nella Prefettura di Gifu, in Giappone, a circa 15 chilometri a sud di Takayama.
A caratterizzare l’evento è soprattutto la notevole profondità dell’ipocentro, indicata in 315 chilometri. La fonte primaria dei dati è il NIED, National Research Institute for Earth Science and Disaster Resilience.
I dati del terremoto
La scossa ha raggiunto magnitudo 4.5, con epicentro alle coordinate 36,008° N e 137,189° E.
Nonostante la magnitudo moderata, l’intensità dello scuotimento stimata in superficie è risultata molto bassa. Nei dati riportati viene indicato un massimo pari al grado II della scala Mercalli Modificata, corrispondente a uno scuotimento molto debole.
L’energia sismica rilasciata è stata stimata in circa 3,5 × 10¹¹ joule, equivalenti a circa 98,6 MWh.
Una scossa a 315 chilometri di profondità
L’elemento più significativo dell’evento è la profondità. L’ipocentro è stato infatti individuato a 315 chilometri sotto la superficie.
Questa caratteristica si accompagna, nei dati disponibili, a valori molto bassi dello scuotimento stimato nelle località circostanti.
Al momento dell’aggiornamento non risultavano segnalazioni di persone che avessero percepito il terremoto.
Le località vicine all’epicentro
La città più vicina tra quelle indicate è Takayama, con circa 88 mila abitanti, situata a circa 15 chilometri dall’epicentro. Qui viene stimata un’intensità di grado II, quindi molto debole.
La stessa intensità è indicata per Gero, a circa 23 chilometri, Furukawa a 25 chilometri e Hida a circa 26 chilometri.
Uno scuotimento molto debole viene stimato anche in numerose località più distanti, tra cui Gifu, Matsumoto, Kanazawa, Kani e Iida.
A Tokyo, distante circa 228 chilometri dall’epicentro, il terremoto viene invece classificato come non percepibile.
Nessuna segnalazione della popolazione
Nonostante la presenza di numerosi centri abitati nell’area circostante, al momento dei dati riportati nella fonte non erano ancora arrivate segnalazioni degli utenti.
L’intensità massima stimata è rimasta infatti al grado II della scala MMI anche nelle località più vicine considerate.
Nessuna scossa di assestamento registrata
Al momento dell’ultimo aggiornamento non risultavano scosse di assestamento associate all’evento.
La fonte riporta inoltre una stima preliminare secondo cui, sulla base della magnitudo, la rottura della faglia potrebbe aver interessato una superficie nell’ordine di 3 chilometri quadrati, con una lunghezza della zona di rottura di circa 3 chilometri.
Una zona ad alta attività sismica
L’area interessata presenta un alto livello di attività sismica. Secondo le statistiche riportate, entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro vengono registrati mediamente circa 3.500 terremoti all’anno considerando le diverse classi di magnitudo presenti nell’archivio.
Gli eventi di magnitudo 4 o superiore sono mediamente circa 12,4 all’anno, mentre quelli di magnitudo 5 o superiore sono circa 0,54 all’anno.
Dal 1900, nella zona sono stati registrati almeno sei terremoti di magnitudo superiore a 6.



