Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5.0 è stata registrata venerdì 18 settembre 2026 alle 07:19 UTC, corrispondenti alle 16:19 ora locale.
L’epicentro è stato individuato nell’area delle isole Izu, in Giappone, nel Pacifico settentrionale. Secondo i dati USGS riportati, il sisma ha avuto una profondità di 35,3 chilometri ed è stato localizzato alle coordinate 32,243° N e 141,5763° E.
Magnitudo inizialmente stimata a 4.9
I parametri del terremoto sono stati aggiornati nelle ore successive alla rilevazione.
La prima segnalazione è arrivata dal GFZ circa 13 minuti dopo l’evento. La magnitudo, inizialmente calcolata a 4.9, è stata successivamente portata a 5.0, mentre la posizione dell’epicentro è stata corretta di circa 5,8 chilometri verso ovest.
Il terremoto risulta confermato e i parametri sono stati sottoposti a revisione manuale.
Epicentro in mare lontano dalle principali città
La posizione del terremoto, in pieno oceano, ha limitato gli effetti nelle aree densamente popolate.
Hachijo, con circa 7.200 abitanti, si trova a circa 194 chilometri dall’epicentro. In questa zona viene stimato uno scuotimento debole, corrispondente al grado III della scala Mercalli Modificata.
Molto più lontane le grandi aree urbane del Giappone centrale. Yokohama si trova a circa 397 chilometri dall’epicentro, Chiba alla stessa distanza e Kawasaki a poco più di 400 chilometri.
In queste località lo scuotimento teorico viene indicato come molto debole.
Nessuna scossa di assestamento registrata
Nelle ore immediatamente successive al terremoto non risultavano scosse di assestamento associate all’evento.
In base alla magnitudo, viene stimata in prima approssimazione una superficie di rottura della faglia di circa 10 chilometri quadrati, con una possibile lunghezza della zona di rottura intorno ai 5 chilometri.
Si tratta comunque di stime preliminari basate sulla magnitudo dell’evento.
Le stime delle diverse agenzie
Le principali reti sismologiche concordano sulla magnitudo 5.0, mentre sono presenti differenze nella determinazione della profondità.
L’USGS indica una profondità di circa 35 chilometri, mentre l’EMSC la colloca a 30 chilometri e Geoscience Australia a 31 chilometri.
GFZ e RaspberryShake riportano invece 10 chilometri. Nella fonte viene precisato che una profondità fissata esattamente a 10 chilometri può indicare che questo parametro non è stato ancora determinato con sufficiente precisione.
Area caratterizzata da elevata attività sismica
La zona delle isole Izu presenta un alto livello di attività sismica. Secondo le statistiche riportate, entro 100 chilometri dall’epicentro vengono registrati mediamente circa 56 terremoti all’anno.
Gli eventi di magnitudo 5 o superiore sono mediamente 2,1 all’anno, mentre quelli di magnitudo 4 o superiore raggiungono circa 35,4 eventi ogni anno.
Dal 1900 nell’area risultano inoltre almeno nove terremoti superiori a magnitudo 6.
La scossa di magnitudo 5.0 del 18 settembre rientra dunque in una regione caratterizzata da una significativa attività sismica, ma la grande distanza dell’epicentro dalle principali città ha fortemente limitato gli effetti percepibili sulla terraferma.




