Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5.6 è stata registrata nell’Oceano Pacifico meridionale, nella regione delle Isole Kermadec, a est dell’Isola Raoul, in Nuova Zelanda.
Il sisma si è verificato alle 16:11:45 UTC del 13 agosto 2026, corrispondenti alle 04:11 del 14 agosto nell’area dell’epicentro.
Secondo i dati riportati dall’USGS (United States Geological Survey), l’epicentro è stato localizzato alle coordinate 28.6742°S e 176.3124°W, mentre la profondità indicata è di circa 10 chilometri.
La localizzazione è in pieno oceano e lontana dalle principali aree densamente popolate. Il vulcano più vicino indicato nei dati è quello di Raoul Island, situato a circa 170 chilometri dall’epicentro.
Rischio di danni e vittime considerato basso
Nonostante la magnitudo significativa, le prime valutazioni indicano un rischio contenuto per la popolazione.
L’impatto complessivo del terremoto è stato classificato al livello verde, il più basso nella scala di allerta utilizzata per stimare le possibili conseguenze in termini di vittime e perdite economiche.
Secondo le stime riportate, è improbabile che lo scuotimento abbia raggiunto livelli pericolosi nelle aree abitate. La distanza dell’epicentro dai principali centri popolati rappresenta infatti uno dei fattori che contribuiscono a ridurre il potenziale impatto del sisma.
Per quanto riguarda le vittime, viene indicata una probabilità del 94,8% che non si registrino decessi direttamente collegati allo scuotimento. Anche il rischio di perdite economiche rilevanti viene valutato come basso.
Magnitudo rivista dopo le prime rilevazioni
Come spesso accade nelle ore immediatamente successive a un terremoto, i parametri dell’evento sono stati progressivamente aggiornati dalle diverse reti di monitoraggio.
I valori pubblicati dalle agenzie sismologiche non sono stati completamente uniformi. L’USGS ha indicato una magnitudo di 5.6, mentre GeoNet New Zealand ha riportato un valore di magnitudo 6.0. Altre reti hanno fornito stime comprese approssimativamente tra magnitudo 5.1 e 5.6.
Differenze di questo tipo possono verificarsi perché le agenzie utilizzano reti di rilevamento, metodologie e dati differenti, soprattutto nelle prime fasi successive a un evento sismico.
Una regione caratterizzata da elevata attività sismica
L’area delle Isole Kermadec è caratterizzata da un livello molto elevato di attività sismica.
Secondo le statistiche riportate per la zona entro 100 chilometri dall’epicentro, si verificano mediamente circa 11,6 terremoti di magnitudo 5 o superiore ogni anno e circa 0,42 eventi di magnitudo 6 o superiore all’anno.
Dal 1900 sarebbero inoltre stati registrati nella stessa regione almeno sei terremoti superiori a magnitudo 7, a conferma della forte sismicità dell’area.
Nessuna scossa di assestamento registrata inizialmente
Nelle informazioni disponibili dopo l’evento non risultavano ancora registrate scosse di assestamento.
Terremoti superiori a magnitudo 5 possono essere seguiti da eventi sismici più piccoli nella stessa zona. L’eventuale attività successiva può svilupparsi nelle ore, nei giorni o anche nelle settimane seguenti alla scossa principale.
In base alla magnitudo dell’evento, viene inoltre stimato che la rottura della faglia possa aver interessato una superficie nell’ordine di 40 chilometri quadrati, con una lunghezza della zona di rottura di circa 11 chilometri.
Monitoraggio dopo il terremoto
Il terremoto di magnitudo 5.6 vicino alla Nuova Zelanda si è quindi verificato in una delle aree sismicamente più attive del Pacifico, ma la posizione remota dell’epicentro ha fortemente limitato l’esposizione della popolazione.
Sulla base dei dati disponibili, l’evento presenta un basso rischio di vittime e danni economici, mentre il monitoraggio dell’area permette di verificare l’eventuale sviluppo di successive scosse di assestamento.
I parametri dei terremoti possono essere ulteriormente rivisti dalle agenzie sismologiche con l’acquisizione e l’analisi di nuovi dati.




