Il Clostebol colpisce ancora. Questa volta ad essere trovato positivo alla sostanza dopante è Christian, giovane promessa del nuoto italiano, fermato dopo un controllo antidoping eseguito da Nado Italia. La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno dopo le ottime prestazioni dell’atleta lombardo ai recenti Mondiali di nuoto a Singapore.
Il Tribunale Nazionale Antidoping ha disposto per il 20enne una sospensione cautelare, in attesa degli sviluppi del procedimento e delle decisioni ufficiali da parte degli organi competenti. Il rischio, ora, è una squalifica, anche se saranno fondamentali le prossime settimane per comprendere eventuali attenuanti e la dinamica dell’assunzione.
Chi è Christian: il talento fermato dal doping
Classe 2005, Christian si è messo in luce durante i Mondiali di Singapore contribuendo al sesto posto nella 4×100 mista mixed, arrivando decimo nei 100 dorso con un tempo di 52.72 tra batterie e semifinale. Ancora più significativo il record nazionale juniores sui 200 dorso, nuotati in 1:56.02, secondo miglior crono italiano di sempre sulla distanza.
Ora, però, la sua carriera si trova davanti a uno stop forzato, con l’ombra del doping a minacciarne il futuro.
Il precedente illustre: anche Sinner positivo al Clostebol
Il caso riporta inevitabilmente alla mente quello di Jannik Sinner, risultato positivo al Clostebol nel marzo 2024. Anche in quel caso fu disposta una sospensione, poi ridotta a tre mesi dopo patteggiamento con la WADA. Nel suo caso, la positività fu attribuita a una contaminazione involontaria in seguito a un massaggio effettuato con una pomata contenente Clostebol, il Trofodermin, applicata da un ex fisioterapista.
Perché il Clostebol è un rischio costante per gli atleti italiani
Il Clostebol è uno steroide anabolizzante derivato dal testosterone, noto per i suoi effetti di potenziamento muscolare e recupero fisico. Reso celebre dai programmi dopanti dell’ex Germania Est, è oggi nella lista delle sostanze proibite dalla WADA.
In Italia, però, il problema è ancora attuale: il Clostebol è contenuto nel Trofodermin, una crema cicatrizzante acquistabile senza ricetta medica, venduta liberamente nelle farmacie italiane. Una condizione unica in Europa, che espone gli atleti a un alto rischio di contaminazione involontaria, spesso anche inconsapevole. La pomata – nonostante la dicitura “doping” ben visibile sulla confezione – continua a circolare, causando una preoccupante serie di casi nel mondo sportivo italiano.
Un’emergenza italiana nel doping: serve una risposta concreta
Con Christian, l’Italia aggiunge un altro nome alla lista degli atleti colpiti dal Clostebol, una sostanza che nel resto del mondo è ormai pressoché scomparsa dai radar antidoping. Un’anomalia tutta italiana, che chiama in causa non solo gli sportivi, ma anche le istituzioni sanitarie e sportive, sempre più sollecitate ad agire per prevenire nuove positività evitabili.




