Il ciclismo giovanile francese è stato scosso da una nuova, terribile tragedia. Durante la Cadets de Courcemont, competizione dilettantistica disputata domenica 8 settembre nel dipartimento della Sarthe, il giovane corridore Noa Sartis, 16 anni, è morto in seguito a un arresto cardiaco improvviso avvenuto durante gli ultimi metri della gara, mentre si trovava al comando della corsa.
Nonostante l’intervento immediato dei soccorsi – tra personale medico e vigili del fuoco – e i tentativi di rianimazione sul posto, per il ragazzo non c’è stato nulla da fare.
Crollato a terra mentre lottava per la vittoria
Secondo le prime ricostruzioni, Sartis è crollato improvvisamente sull’asfalto davanti agli occhi dei suoi avversari, quando la gara era ormai alle battute finali. A lanciare l’allarme sono stati i segnalatori lungo il percorso, permettendo ai soccorsi di raggiungere rapidamente il punto dell’incidente. Tuttavia, il malore si è rivelato fatale.
A seguito della tragedia, gli organizzatori hanno deciso di annullare la gara senior open, prevista per il pomeriggio della stessa giornata.
Il cordoglio della squadra: “Lo onoreremo come merita”
La notizia della morte del giovane è stata confermata dall’Union Cycliste de Joué-lès-Tours, la squadra di appartenenza del ragazzo:
“Noa era un corridore chiave della nostra squadra Under 17, un atleta generoso, combattivo e amato da tutti. È un enorme shock per la sua famiglia, i suoi compagni e i nostri tecnici. Faremo il possibile per onorare la sua memoria nelle prossime competizioni.”
Il 16enne era considerato una delle promesse del ciclismo francese: aveva vinto numerosi titoli regionali e dipartimentali su pista, trionfato in gare locali come Montlouis e Saint-Aignan, e si era recentemente classificato 13° al campionato nazionale Under 17 a cronometro.
Figlio d’arte e talento in ascesa
Noa era figlio di Yvan Sartis, noto ciclista dilettante attivo nei primi anni Duemila. Fin dai primi anni si era distinto come atleta di prospettiva, diventando un riferimento per la sua categoria sia su strada che su pista.
La sua scomparsa si aggiunge alle recenti morti di Samuele Privitera e Iván Meléndez Luque, altri due giovani ciclisti deceduti durante le gare nel giro di poche settimane. Un tragico fil rouge che riaccende il dibattito sulla prevenzione medica nello sport giovanile e sulla necessità di protocolli di sicurezza sempre più efficaci.




