Un forte terremoto di magnitudo 6.4 ha colpito la Papua Nuova Guinea domenica 20 settembre 2026. L’evento sismico è stato registrato alle 19:17 ora locale, corrispondenti alle 09:17 UTC, nella zona interna dell’isola.
Secondo i dati riportati dall’United States Geological Survey (USGS), l’epicentro è stato individuato nella provincia di Madang, a circa 83 chilometri a sud-est della città di Madang, mentre l’ipocentro è stato localizzato a una profondità di circa 104 chilometri.
La notevole profondità del terremoto avrebbe contribuito a ridurre l’intensità dello scuotimento in superficie rispetto a quella che avrebbe potuto produrre un evento della stessa magnitudo ma molto più superficiale.
Scossa avvertita in una vasta area
Il terremoto in Papua Nuova Guinea è stato percepito in numerose località del Paese. Le stime preliminari indicano che circa 1,4 milioni di persone potrebbero essere state esposte allo scuotimento.
Circa 990 mila persone si trovavano in aree interessate da un’intensità IV della scala Mercalli modificata, classificata come scuotimento leggero. Altre 446 mila persone circa sarebbero state invece esposte a un’intensità V, corrispondente a uno scuotimento moderato.
Tra le località più vicine all’epicentro figura Kainantu, distante circa 50 chilometri. Madang si trova invece a circa 83 chilometri, mentre Kundiawa e Lae distano rispettivamente circa 125 e 135 chilometri.
La scossa sarebbe stata percepita anche nella capitale Port Moresby, situata a oltre 400 chilometri dall’epicentro, dove lo scuotimento previsto è stato sensibilmente più debole.
Segnalazioni dalla popolazione
Numerose testimonianze raccolte dopo il terremoto descrivono oscillazioni e vibrazioni avvertite in diverse zone della Papua Nuova Guinea.
Nell’area di Madang alcune persone hanno riferito uno scuotimento moderato, con oggetti caduti dagli scaffali, ante e cassetti aperti dal movimento e, in almeno una segnalazione, un’interruzione dell’energia elettrica.
Sono arrivate testimonianze anche da Kainantu, Lae, Mount Hagen, Goroka e Bulolo. L’intensità percepita varia sensibilmente a seconda della località e delle singole segnalazioni.
I rapporti degli utenti rappresentano comunque testimonianze soggettive e possono differire dalle stime strumentali dell’intensità dello scuotimento.
Rischio di danni considerato basso
Nonostante la magnitudo 6.4, le valutazioni riportate indicano un rischio complessivamente contenuto per la popolazione.
L’USGS ha assegnato all’evento un livello di allerta verde per le conseguenze legate allo scuotimento, indicando una bassa probabilità di vittime e danni economici rilevanti.
Uno dei fattori determinanti è proprio la profondità dell’ipocentro, individuato a circa 104 chilometri sotto la superficie terrestre. A parità di magnitudo, un terremoto profondo tende infatti a produrre in superficie effetti differenti rispetto a un sisma molto superficiale.
Lo scuotimento massimo previsto nelle aree popolate è stato stimato prevalentemente intorno al livello V della scala Mercalli modificata, corrispondente a un’intensità moderata.
Le stime su vittime e perdite economiche
Secondo le valutazioni riportate, la probabilità che il terremoto non provochi vittime direttamente legate allo scuotimento è stata stimata al 90,4%. La probabilità di un bilancio compreso tra una e dieci vittime è indicata al 9,1%, mentre quella di conseguenze più gravi risulta inferiore all’1%.
Anche sul fronte economico l’impatto previsto è limitato. La stima attribuisce una probabilità del 90,4% a perdite complessive comprese tra zero e un milione di dollari e del 9,1% a danni economici tra uno e dieci milioni di dollari.
Si tratta di valutazioni modellistiche elaborate sulla base delle caratteristiche del terremoto, dell’intensità prevista dello scuotimento e dell’esposizione della popolazione.
Magnitudo confermata da diverse agenzie
Il terremoto è stato rilevato da numerose reti sismiche internazionali, che hanno fornito valori molto simili.
L’USGS ha indicato una magnitudo 6.4 e una profondità di 104 chilometri. Valori analoghi sono stati riportati da altre agenzie e istituti: BMKG, Geoscience Australia, INGV ed EMSC hanno stimato una magnitudo di 6.4, mentre GFZ ha indicato magnitudo 6.3.
Le differenze tra le prime determinazioni sono normali nelle ore successive a un terremoto, quando i dati provenienti dalle diverse stazioni sismiche vengono progressivamente analizzati e aggiornati.
Epicentro nella provincia di Madang
Le coordinate indicate dall’USGS collocano l’epicentro approssimativamente a 5,902 gradi di latitudine sud e 146,092 gradi di longitudine est, nella Papua Nuova Guinea.
La città di Madang, con circa 27 mila abitanti secondo i dati riportati, è uno dei principali centri abitati vicini alla zona interessata. Qui lo scuotimento è stato classificato come moderato.
Più lontano dall’epicentro sono state stimate intensità inferiori. A Kundiawa, Lae, Bulolo e Mount Hagen lo scuotimento previsto è stato generalmente classificato come leggero, mentre in località ancora più distanti l’intensità è scesa ulteriormente.
Monitoraggio dopo il terremoto
Dopo un terremoto di questa intensità, i parametri dell’evento possono essere aggiornati dalle agenzie sismologiche sulla base di nuove analisi.
Per il sisma del 20 settembre, le diverse reti di monitoraggio hanno comunque fornito stime convergenti, con una magnitudo intorno a 6.4 e una profondità superiore ai 100 chilometri.
Le informazioni disponibili indicano quindi un terremoto molto forte dal punto di vista della magnitudo, avvertito su un territorio particolarmente ampio, ma con uno scuotimento superficiale mitigato dalla notevole profondità dell’ipocentro e con un livello di rischio complessivo classificato come basso.




