Un forte terremoto di magnitudo 5.6 è stato registrato mercoledì 30 settembre 2026, alle 15:55 ora locale, nelle acque dell’Oceano Pacifico settentrionale al largo della Costa Rica.
Secondo i dati USGS riportati dalla fonte, l’epicentro è stato localizzato a circa 94 chilometri a sud-ovest di Tamarindo e a circa 266 chilometri a ovest di San José.
Il terremoto si è verificato a una profondità di appena 8 chilometri, risultando quindi molto superficiale. Proprio la ridotta profondità può rendere lo scuotimento maggiormente percepibile nelle aree vicine all’epicentro.
Scossa avvertita da oltre 100mila persone
Secondo le stime preliminari riportate dall’US Geological Survey, il terremoto potrebbe essere stato percepito da oltre 100mila persone tra Costa Rica e Nicaragua.
Circa 36mila persone si sarebbero trovate in aree interessate da uno scuotimento di intensità IV sulla scala Mercalli modificata, classificato come leggero. Altre circa 64mila persone sarebbero state esposte a uno scuotimento debole di grado III.
Nelle immediate vicinanze dell’epicentro l’intensità massima teorica è indicata come VI, scuotimento forte, ma le zone abitate non avrebbero subito livelli altrettanto elevati.
Numerose segnalazioni dopo il terremoto
Sono arrivate 31 segnalazioni relative al terremoto e 18 persone hanno dichiarato di aver percepito direttamente la scossa.
Tra le località dalle quali sono giunti diversi rapporti figurano Tamarindo, San Rafael e Jaco. Segnalazioni sono state raccolte anche dal Nicaragua e dal Guatemala.
Alcuni utenti hanno descritto vibrazioni e oscillazioni durate pochi secondi. I rapporti raccolti hanno indicato prevalentemente intensità comprese tra II e IV della scala Mercalli modificata.
Terremoto avvertito anche a grande distanza
Gli effetti del sisma sarebbero stati percepiti in un’area particolarmente estesa.
A Tamarindo, situata a circa 95 chilometri dall’epicentro, lo scuotimento stimato ha raggiunto il grado IV. Intensità analoghe sono state indicate anche per Sámara, Santa Cruz, Nicoya, Hojancha e Belen.
Scuotimenti più deboli, di grado III, sono stati stimati in numerose altre località, comprese San José e Managua, situate a circa 266 chilometri dall’epicentro.
La fonte riporta segnalazioni fino a centinaia di chilometri di distanza. Alcuni rapporti provenienti da località molto lontane devono tuttavia essere considerati come semplici segnalazioni degli utenti e non come conferma strumentale che il terremoto sia stato effettivamente percepito a quelle distanze.
Registrata una scossa di assestamento
Dopo il terremoto di magnitudo 5.6 è stata registrata almeno una replica.
La scossa di assestamento, di magnitudo 3.6, si è verificata circa 33 minuti dopo il terremoto principale, a una distanza di circa 5,6 chilometri dall’epicentro e a una profondità di 9 chilometri.
Secondo la stima riportata, il terremoto principale potrebbe aver provocato la rottura di una superficie di faglia di circa 40 chilometri quadrati, con una zona di rottura lunga approssimativamente 11 chilometri.
Le rilevazioni delle agenzie sismiche
Diverse agenzie internazionali hanno rilevato il terremoto, fornendo valori leggermente differenti.
L’USGS ha indicato una magnitudo di 5.6 e una profondità di 8 chilometri. Anche EMSC ha riportato magnitudo 5.6 e profondità di 8 chilometri.
Il GFZ ha stimato magnitudo 5.5, mentre INETER ha indicato magnitudo 5.7. Nel materiale fornito compare inoltre una stima di magnitudo 6.1 dell’OVSICORI.
Le differenze tra le prime valutazioni sono possibili durante l’elaborazione dei dati provenienti dalle diverse reti sismiche.
Rischio di danni considerato basso
Nonostante la magnitudo 5.6 e la ridotta profondità, l’impatto previsto dal terremoto è stato classificato dall’USGS con livello verde.
Secondo le informazioni riportate, il rischio complessivo di vittime e danni economici legati allo scuotimento è considerato basso. Uno dei fattori principali è la posizione dell’epicentro, distante dalle aree maggiormente popolate.
Nelle zone abitate, infatti, lo scuotimento non avrebbe superato in maniera significativa il grado IV della scala Mercalli.
Una zona caratterizzata da elevata sismicità
L’area interessata presenta un alto livello di attività sismica.
Secondo le statistiche contenute nella fonte, entro 100 chilometri dall’epicentro vengono registrati mediamente circa 187 terremoti all’anno considerando gli eventi di magnitudo 1 o superiore.
I terremoti di magnitudo 5 o superiore si verificano mediamente circa una volta ogni due anni, mentre dal 1900 sarebbero stati registrati nella zona almeno cinque eventi superiori a magnitudo 6.
Il terremoto del 30 settembre 2026, con magnitudo 5.6 e ipocentro molto superficiale, si inserisce quindi in un’area caratterizzata da una significativa attività sismica.




