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Terremoto in Italia, scossa registrata dall’INGV: epicentro e profondità del sisma

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata in Italia giovedì 8 ottobre 2026, alle ore 15:39, nelle acque del Mar Tirreno meridionale. L’evento sismico è stato localizzato nel Golfo di Policastro, al largo della costa della Basilicata, in prossimità dei confini con Campania e Calabria.

Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il terremoto si è verificato a una profondità di 286 chilometri, un valore particolarmente elevato rispetto a quello di molti terremoti superficiali.

Al momento dell’aggiornamento del bollettino non risultavano segnalazioni di persone che avessero percepito la scossa.

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Terremoto nel Mar Tirreno, dove si trova l’epicentro

L’epicentro del sisma è stato individuato nel tratto di mare antistante la costa tirrenica della Basilicata, alle coordinate geografiche 39,9587° di latitudine nord e 15,6695° di longitudine est.

La localizzazione è stata determinata attraverso i dati raccolti da 15 stazioni sismiche e successivamente sottoposta a revisione manuale.

Il terremoto si è verificato a circa 6 chilometri da Maratea, una delle località costiere più vicine all’epicentro, e a circa 48 chilometri a ovest di Castrovillari, in provincia di Cosenza.

Nonostante la vicinanza geografica ad alcuni centri abitati, la notevole profondità dell’ipocentro ha limitato gli effetti dello scuotimento in superficie.

Le località vicine alla scossa

Il terremoto è stato localizzato in una zona compresa tra Basilicata, Calabria e Campania, a breve distanza da numerosi comuni della fascia tirrenica meridionale.

Tra i centri abitati più vicini all’epicentro figurano:

  • Maratea, a circa 6 chilometri;
  • Praia a Mare, a circa 12 chilometri;
  • Sapri, a circa 13 chilometri;
  • Lauria, a circa 17 chilometri;
  • Lagonegro, a circa 20 chilometri;
  • Castrovillari, a circa 48 chilometri.

Secondo le stime di intensità riportate nel bollettino, la scossa non dovrebbe essere stata percepita in queste località.

Anche per gli altri centri abitati compresi nell’area circostante non risultavano segnalazioni di risentimento sismico.

Un terremoto a 286 chilometri di profondità: cosa significa

L’elemento più significativo dell’evento è rappresentato dalla profondità dell’ipocentro, individuato a circa 286 chilometri sotto la superficie terrestre.

Si tratta di un terremoto profondo, una tipologia di evento sismico che presenta caratteristiche differenti rispetto alle scosse che si verificano a pochi chilometri dalla superficie.

La distanza tra il punto di origine del terremoto e i centri abitati contribuisce ad attenuare gli effetti dello scuotimento.

Nel caso del sisma dell’8 ottobre, la magnitudo relativamente contenuta e la notevole profondità sono coerenti con l’assenza di segnalazioni da parte della popolazione.

Altri terremoti registrati nella stessa area

Il Mar Tirreno meridionale è una regione caratterizzata da una significativa attività sismica, con eventi che possono verificarsi anche a profondità elevate.

Il 1° ottobre 2026, appena una settimana prima della nuova scossa, era stato registrato un terremoto di magnitudo 3.0 a circa 271 chilometri di profondità, nel tratto di mare a nord-ovest di Cosenza.

Il 2 giugno 2026, invece, un evento di magnitudo 6.2 era stato localizzato a circa 41 chilometri a ovest di Cosenza, con un ipocentro situato a 243 chilometri di profondità.

Tra gli altri eventi significativi riportati negli archivi figurano il terremoto di magnitudo 5.4 del 31 ottobre 2022, registrato nel Golfo di Policastro a 287 chilometri di profondità, e quello di magnitudo 5.2 del 1° maggio 2023, localizzato al largo della costa calabra nord-occidentale.

Questi precedenti evidenziano come la regione sia interessata da terremoti profondi di intensità variabile.

L’attività sismica tra Basilicata, Calabria e Campania

Le statistiche disponibili indicano che, entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro, vengono registrati mediamente circa 622 terremoti all’anno, considerando eventi di diversa magnitudo.

Tra questi, circa 104 terremoti all’anno raggiungono o superano magnitudo 2, mentre la media degli eventi di magnitudo pari o superiore a 3 è di circa 16,8 ogni anno.

I terremoti più intensi risultano meno frequenti, ma la storia sismica del territorio comprende anche eventi particolarmente significativi.

Tra questi figura il terremoto dell’8 settembre 1905, di magnitudo 7.1, registrato nel Mar Tirreno al largo della Calabria.

La presenza di precedenti terremoti importanti non permette, tuttavia, di prevedere quando o dove si verificheranno nuove scosse.

Nessuna segnalazione dopo la scossa, prosegue il monitoraggio

Per il terremoto dell’8 ottobre 2026 nel Golfo di Policastro, i dati disponibili non riportano segnalazioni di persone che abbiano avvertito il movimento del terreno.

Non emergono inoltre informazioni relative a danni a edifici o persone.

L’INGV continua a monitorare l’attività sismica del territorio italiano attraverso la propria rete di rilevamento, che consente di individuare gli eventi e determinarne magnitudo, profondità e localizzazione.

La scossa conferma la presenza di attività sismica profonda nel settore meridionale del Mar Tirreno, un fenomeno già documentato da numerosi terremoti registrati negli anni precedenti.

Tags: scossasismaterremototerremoto in italia
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