Una scossa di terremoto di magnitudo 4.9 è stata registrata nella mattinata di oggi, giovedì 8 ottobre 2026, nel Mar Tirreno meridionale, al largo delle Isole Eolie. Il sisma si è verificato alle ore 5:42 italiane, con epicentro localizzato a circa 82 chilometri a nord-ovest dell’isola di Salina, in provincia di Messina.
Secondo i dati riportati dall’USGS (United States Geological Survey), il terremoto ha avuto un ipocentro particolarmente profondo, situato a circa 367 chilometri sotto la superficie terrestre.
Le prime valutazioni indicano uno scuotimento molto debole nelle località più vicine. Al momento della rilevazione non risultavano segnalazioni da parte della popolazione.
Terremoto nel Tirreno, epicentro e profondità della scossa
L’epicentro del terremoto è stato individuato nel tratto di mare compreso tra la Sicilia e la Campania, alle coordinate geografiche 39.2061° di latitudine nord e 14.3516° di longitudine est.
La caratteristica principale dell’evento è rappresentata dalla sua elevata profondità, pari a 367 chilometri. Questo elemento contribuisce a spiegare perché, nonostante la magnitudo relativamente significativa, gli effetti previsti in superficie siano risultati molto contenuti.
Le stime preliminari indicano infatti un’intensità massima dello scuotimento pari al grado II della scala Mercalli modificata, corrispondente a un movimento molto debole.
Scossa di terremoto vicino alle Eolie: le località interessate
Tra i centri abitati più vicini all’epicentro figurano Canneto e Lipari, situati rispettivamente a circa 95 e 98 chilometri dal punto in cui è stato localizzato il sisma.
Secondo le elaborazioni riportate da VolcanoDiscovery, lo scuotimento potrebbe essere stato molto debole anche in diverse località della Sicilia settentrionale e della Calabria.
Tra queste figurano Milazzo, Patti, Capo d’Orlando, Cefalù, Palermo, Messina e Reggio Calabria.
Le stime riguardano inoltre alcune aree della Campania, tra cui Agropoli. Si tratta tuttavia di valutazioni teoriche dell’intensità sismica e non di conferme che la scossa sia stata effettivamente avvertita dalla popolazione.
Magnitudo del terremoto: i dati di INGV, USGS ed EMSC
Il terremoto è stato rilevato da diversi istituti e reti di monitoraggio sismico, che hanno pubblicato stime leggermente differenti.
Secondo i dati disponibili nel materiale consultato:
- USGS: magnitudo 4.9, profondità 367 chilometri.
- INGV: magnitudo 4.7, profondità 372 chilometri.
- EMSC: magnitudo 4.9, profondità 367 chilometri.
- GFZ: magnitudo 4.8, profondità 363 chilometri.
- RaspberryShake: magnitudo 5.1, profondità 352 chilometri.
Le differenze tra le misurazioni sono legate alle elaborazioni effettuate dalle diverse reti sismiche. I parametri possono essere ulteriormente aggiornati con il proseguimento delle analisi.
Terremoto nel Mar Tirreno, nessun danno segnalato
In base alle prime valutazioni, non sono attesi danni significativi legati alla scossa registrata questa mattina.
L’elevata profondità dell’ipocentro ha contribuito a limitare gli effetti del terremoto in superficie, nonostante la magnitudo prossima a 5.
Al momento dell’aggiornamento riportato dalla fonte, non erano presenti segnalazioni di persone che avessero avvertito il movimento tellurico e non risultavano registrate scosse di assestamento.
I precedenti terremoti nell’area del Tirreno meridionale
Il Mar Tirreno meridionale è una zona caratterizzata da un’attività sismica significativa, come dimostrano i numerosi eventi registrati nel corso degli anni.
Tra i precedenti più recenti figura il terremoto di magnitudo 5.2 del 21 marzo 2026, avvenuto a circa 77 chilometri a sud dell’epicentro della scossa odierna.
Nell’area si ricorda anche un evento di magnitudo 5.8 del 28 ottobre 2016, registrato a notevole profondità.
Secondo le statistiche riportate da VolcanoDiscovery, entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente circa 147 terremoti all’anno, considerando eventi di diversa intensità.
La scossa dell’8 ottobre 2026 si inserisce dunque in un contesto geologico caratterizzato da una frequente attività sismica.
La situazione resta soggetta agli aggiornamenti degli istituti di monitoraggio, che potranno precisare ulteriormente magnitudo, profondità e localizzazione dell’evento.




