Un terremoto di magnitudo 5.1 ha colpito il nord del Cile nella giornata del 22 luglio, con epicentro localizzato a circa 110 chilometri a sud di Calama, nella regione di Antofagasta. Il sisma è stato registrato alle 13:34 ora locale (17:34 UTC) e si è verificato a una profondità di 109 chilometri, caratteristica che ha contribuito a limitarne gli effetti in superficie.
Secondo i dati confermati dalle principali agenzie sismologiche internazionali, il terremoto è stato percepito soprattutto nelle aree più vicine all’epicentro, senza che siano emerse segnalazioni di danni significativi.
Epicentro e caratteristiche del sisma
L’evento sismico ha interessato una zona dell’El Loa, nella regione di Antofagasta, un’area nota per la frequente attività tettonica dovuta all’interazione tra la placca di Nazca e quella sudamericana.
Le rilevazioni indicano:
- Magnitudo: 5.1
- Profondità: 109 chilometri
- Epicentro: circa 110 km a sud di Calama
- Data e ora: 22 luglio, ore 13:34 locali
L’elevata profondità del terremoto ha determinato uno scuotimento generalmente debole nelle località circostanti.
Le aree dove il terremoto è stato avvertito
Le segnalazioni raccolte indicano che il sisma è stato percepito principalmente nella zona di San Pedro de Atacama, situata a circa 62 chilometri dall’epicentro, dove l’intensità dello scuotimento è stata classificata come debole.
Lievi tremori sono stati registrati anche in altre località della regione di Antofagasta, tra cui Calama, Sierra Gorda e la città di Antofagasta, mentre effetti molto deboli sono stati segnalati anche in alcune aree dell’Argentina e della Bolivia, vicine al confine cileno.
Nessuna scossa di assestamento registrata
Nelle ore successive al terremoto non sono state rilevate scosse di assestamento. Le autorità e i centri di monitoraggio continuano comunque a osservare l’evoluzione della situazione, come previsto per eventi di questa intensità.
Una delle aree più sismiche del pianeta
Il nord del Cile rientra tra le regioni con la più alta attività sismica al mondo. Le statistiche mostrano che entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente oltre due terremoti di magnitudo superiore a 5 ogni anno, mentre gli eventi di magnitudo pari o superiore a 4 sono decine su base annuale.
La frequente attività sismica è legata alla subduzione della placca di Nazca sotto la placca sudamericana, un processo geologico che rende il Cile uno dei Paesi maggiormente esposti ai terremoti.




