È stato identificato e denunciato l’uomo ritenuto responsabile della morte del gatto Cesare, il felino che da anni era diventato la mascotte dei pendolari della stazione ferroviaria di Colleferro, in provincia di Roma.
L’animale era stato colpito violentemente con un calcio alla fine di gennaio e, nonostante i soccorsi e le cure veterinarie, è morto dopo giorni di agonia a causa delle gravi lesioni riportate.
Le indagini dei carabinieri
A individuare il presunto responsabile sono stati i carabinieri della stazione di Colleferro, che hanno avviato le indagini dopo una denuncia per maltrattamento di animali presentata il 31 gennaio 2026.
Al termine degli accertamenti i militari hanno denunciato in stato di libertà un operaio nigeriano di 46 anni, residente in un comune della provincia sud di Roma.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 27 gennaio 2026 l’uomo avrebbe sferrato un violento calcio contro il gatto Cesare nei pressi della stazione ferroviaria.
Il gatto morto dopo giorni di cure
Dopo l’aggressione l’animale era stato soccorso dai volontari dell’associazione Gatti del Giovenzano e trasferito al Policlinico Veterinario Roma Sud.
Nonostante i tentativi dei veterinari di salvarlo, Cesare è morto il 12 febbraio a causa delle gravi ferite provocate dai maltrattamenti.
Testimoni e riconoscimento fotografico
L’individuazione del presunto aggressore è stata possibile grazie alle testimonianze delle persone presenti sul posto e a un riconoscimento fotografico effettuato durante le indagini.
Il caso aveva scosso profondamente la comunità locale e i pendolari, che ogni giorno incontravano il gatto nella stazione ferroviaria.
Una targa in memoria di Cesare
La vicenda ha avuto grande eco anche sui social, dove molti cittadini hanno espresso indignazione per l’accaduto.
L’associazione Gatti del Giovenzano, che gestisce un rifugio con oltre 90 gatti liberi, ha annunciato l’intenzione di installare una targa commemorativa in memoria di Cesare.
Per questo è stata avviata una petizione rivolta a Ferrovie dello Stato, con l’obiettivo di ottenere l’autorizzazione a collocare la targa nella stazione dove il gatto era diventato simbolo dei pendolari.




