La terra torna a tremare in Giappone. Un potente terremoto di magnitudo 7.7, registrato alle 16:52 ora locale del 20 aprile 2026, ha colpito il nord-est del Paese al largo della costa di Sanriku, attivando immediatamente un sistema di emergenza su vasta scala.
Allerta tsunami e rischio nuove scosse
L’Agenzia meteorologica giapponese (Jma) ha inizialmente diramato un’allerta tsunami, poi declassata a semplice avviso precauzionale. L’onda più significativa, pari a circa 80 centimetri, è stata osservata nel porto di Kuji, nella prefettura di Iwate, mentre onde minori hanno interessato altre località costiere.
Contestualmente, è stata attivata per la seconda volta dalla sua introduzione nel 2022 la “Subsequent Earthquake Advisory”, che segnala un elevato rischio statistico di un nuovo terremoto di magnitudo pari o superiore a 8.0 entro sette giorni. Le autorità raccomandano massima prudenza soprattutto nelle prime 48-72 ore, quando il rischio di scosse di assestamento è più elevato.
Evacuazioni e gestione dell’emergenza
In via precauzionale, oltre 170.000 persone sono state evacuate in cinque prefetture. La premier Sanae Takaichi ha invitato i cittadini a raggiungere zone più elevate e sicure, confermando l’attivazione di una task force governativa per la gestione dell’emergenza.
Nonostante la forte intensità del sisma, il bilancio provvisorio registra un solo ferito: un uomo sulla sessantina, rimasto coinvolto in una caduta domestica e attualmente cosciente.
Sicurezza nucleare sotto osservazione
Massima attenzione è stata riservata ai siti nucleari. Gli operatori hanno confermato l’assenza di anomalie negli impianti di Fukushima Daiichi e Daini, Higashidori e Onagawa, così come nel deposito temporaneo di combustibile esausto a Mutsu. I livelli di radiazione risultano invariati.
Il ricordo del disastro del 2011 resta un riferimento costante nella gestione di queste emergenze.
Trasporti interrotti e disagi alla mobilità
Il sisma ha causato significative interruzioni nella rete dei trasporti. La compagnia JR East ha sospeso i servizi dello Shinkansen Tohoku tra Tokyo e Shin-Aomori, con disagi anche sulle linee Yamagata e Akita. Diverse linee locali sono state fermate, in particolare nella prefettura di Iwate e in alcune aree dell’Hokkaido.
Regolari, invece, le operazioni negli aeroporti di Sendai e New Chitose.
Un Paese abituato ma sempre vigile
Situato lungo l’Anello di Fuoco del Pacifico, il Giappone registra circa 1.500 terremoti all’anno. La Jma ha ribadito che l’allerta speciale non rappresenta una previsione certa, ma un’indicazione di rischio elevato basata su modelli statistici.
L’evento sottolinea ancora una volta l’importanza della preparazione antisismica, della rapidità di intervento e del coordinamento tra autorità, elementi fondamentali per affrontare l’imprevedibilità dei fenomeni naturali.




