Si è conclusa nel peggiore dei modi la vicenda di Simone, l’escursionista 42enne residente a Schio, di cui non si avevano più notizie dal 27 dicembre 2025. Il suo corpo senza vita è stato rinvenuto nella zona di Pian delle Fugazze, sul versante veneto del massiccio del Pasubio, in un’area montana estremamente impervia e innevata.
Le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico del Trentino e del Veneto hanno individuato l’uomo nel primo pomeriggio di lunedì 5 gennaio, intorno alle 13.30, al termine di giorni di intense ricerche rese difficili dalle condizioni ambientali e meteo.
Il ritrovamento in un canale innevato sotto Punta Favella
L’allarme si era intensificato quando, il 3 gennaio, la sua auto era stata ritrovata parcheggiata a Pian delle Fugazze, tra Trentino e Veneto. Da quel momento le ricerche si sono concentrate nell’area montana circostante. Il corpo è stato localizzato in un canale innevato sotto Punta Favella, a seguito del ritrovamento di tracce di ciaspole, che improvvisamente si interrompevano.
Un successivo sorvolo dell’elicottero del Soccorso Alpino ha permesso di individuare dall’alto il corpo, caduto verosimilmente in seguito a una scivolata di oltre 150 metri lungo un vaio ghiacciato.
Operazioni di recupero complesse con mezzi speciali e unità di soccorso
Il recupero della salma è avvenuto grazie all’intervento dell’elicottero dei Vigili del Fuoco di Mestre, con a bordo personale del Soccorso Alpino. I velivoli della Provincia autonoma di Trento erano impegnati in altri interventi. La salma è stata poi trasportata al Rifugio Balasso, dove ad attenderla c’era il carro funebre.
Le operazioni si sono concluse nel tardo pomeriggio, dopo le 16.30, e hanno richiesto l’impiego di droni, unità cinofile, forze dell’ordine, psicologi dell’emergenza e numerosi volontari. La zona del ritrovamento era estremamente difficile da raggiungere a piedi, il che ha complicato ulteriormente le attività.
Analisi in corso per chiarire la dinamica dell’incidente
Secondo i primi rilievi, la morte di Simone potrebbe essere stata causata da una caduta accidentale lungo un tratto innevato e scivoloso, ma saranno gli accertamenti delle autorità a definire la dinamica dell’incidente. L’area del gruppo del Pasubio, in particolare sotto Punta Favella, è nota per la sua pericolosità in caso di neve e ghiaccio.





