Un terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito il Nord Pacifico, al largo della costa della prefettura di Iwate, in Giappone, nella serata di mercoledì 1 luglio 2026 alle 21:08 ora locale (12:08 UTC).
Secondo i dati definitivi dell’US Geological Survey (USGS), l’epicentro è stato localizzato a circa 49 chilometri a est della città di Noda, con coordinate 40.1637°N e 142.3927°E, mentre l’ipocentro è stato individuato a una profondità di 44 chilometri. L’evento è stato confermato dopo l’analisi di 107 stazioni sismiche.
Probabile aftershock del terremoto di Aomori del 2025
Gli esperti ritengono che la scossa possa rappresentare un aftershock del violento terremoto di magnitudo 7.6 che interessò la prefettura di Aomori l’8 dicembre 2025.
L’area interessata è tra le più attive dal punto di vista sismico del pianeta, situata lungo la fascia di subduzione del Pacifico, dove l’attività tettonica genera frequentemente terremoti di forte intensità.
Scossa avvertita da milioni di persone
Le stime preliminari dell’USGS indicano che il terremoto è stato percepito da oltre 4,4 milioni di persone.
La maggior parte della popolazione ha avvertito uno scuotimento debole o leggero, con intensità comprese tra III e IV della scala Mercalli modificata (MMI).
Nelle località più vicine all’epicentro, come Fudai, Noda, Kuji, Iwaizumi e Miyako, lo scuotimento ha raggiunto un’intensità MMI V (moderata).
Anche numerosi centri abitati più distanti hanno percepito il sisma:
- Hachinohe (84 km): intensità IV.
- Morioka (118 km): intensità IV.
- Akita (200 km): intensità IV.
- Sendai (249 km): intensità III.
- Tokyo, distante circa 551 chilometri, ha registrato uno scuotimento debole (MMI III).
Nessuna allerta tsunami e basso rischio di danni
Le valutazioni dell’USGS classificano l’evento con livello verde, il più basso nella scala di rischio relativa alle conseguenze del terremoto.
Secondo i modelli previsionali:
- la probabilità che si siano verificate vittime è estremamente bassa;
- oltre il 90% delle simulazioni indica nessun decesso;
- i danni economici previsti sono limitati e stimati nella fascia compresa tra 0 e 1 milione di dollari.
Lo scuotimento massimo nelle aree popolate non avrebbe infatti superato in modo significativo l’intensità IV della scala Mercalli, un livello generalmente associato a danni trascurabili o molto lievi.
Le testimonianze dei residenti
Nelle ore successive al terremoto sono stati raccolti 17 rapporti da parte dei cittadini.
Le segnalazioni più numerose sono arrivate da:
- Misawa, dove sono stati registrati tre rapporti con intensità IV;
- Sendai, con due segnalazioni;
- Sapporo e Tokyo, dove la scossa è stata percepita come debole.
Tra le testimonianze, un turista alloggiato all’ottavo piano di un hotel di Tokyo ha riferito di aver avvertito un leggero movimento laterale della struttura, con tende e asciugamani oscillanti per alcuni secondi.
Una delle aree più sismiche del mondo
La costa orientale dell’isola di Honshu è una delle zone con la più elevata attività sismica mondiale.
Le statistiche mostrano che, entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro, si registrano mediamente:
- circa 2.100 terremoti ogni anno;
- quasi 9 terremoti di magnitudo pari o superiore a 5;
- un evento di magnitudo pari o superiore a 6 ogni anno e mezzo;
- un terremoto di magnitudo superiore a 7 mediamente ogni 5-10 anni.
Dal 1900 l’area ha già registrato almeno 13 terremoti di magnitudo superiore a 7, confermando l’elevata pericolosità sismica della regione.
Situazione sotto controllo
Nonostante la magnitudo elevata, la combinazione tra la profondità dell’ipocentro, la distanza dalle principali aree urbane e gli elevati standard costruttivi del Giappone ha contribuito a limitare l’impatto del terremoto.
Al momento non risultano segnalazioni di vittime né danni significativi, mentre le autorità continuano a monitorare la situazione per verificare l’eventuale evoluzione della sequenza sismica e la possibilità di ulteriori scosse di assestamento.




