Un terremoto di magnitudo 4.0 è stato registrato nel Pacifico settentrionale, al largo della costa dell’isola di Hokkaido, in Giappone, nelle prime ore di giovedì 20 agosto 2026.
Secondo i dati disponibili, la scossa si è verificata alle 00:50 ora locale giapponese, corrispondenti alle 15:50 UTC del 19 agosto. L’epicentro è stato individuato alle coordinate 41,82°N e 143,23°E, a circa 91 chilometri a sud-est di Shizunai-furukawacho.
La profondità del terremoto è stata successivamente ricalcolata in 50 chilometri.
I dati del terremoto
L’evento sismico è stato classificato come confermato e revisionato manualmente. La principale fonte dei dati è l’European-Mediterranean Seismological Centre (EMSC).
I principali parametri del sisma sono:
- Magnitudo: 4.0
- Data: 20 agosto 2026, ora locale
- Ora: 00:50
- Profondità: 50 km
- Coordinate: 41,82°N / 143,23°E
- Area: Hokkaido, Giappone
- Intensità massima stimata: III sulla scala Mercalli modificata
- Segnalazioni di persone che hanno avvertito la scossa: nessuna
La rete di rilevamento indicata comprendeva sette stazioni sismiche.
Scossa debole nelle località più vicine
In prossimità dell’epicentro, l’intensità massima stimata è stata pari al grado III della scala Mercalli modificata, corrispondente a uno scuotimento debole.
La località più vicina tra quelle indicate è Erimo, situata circa 23 chilometri a nord dell’epicentro, dove lo scuotimento potrebbe aver raggiunto un’intensità III.
A Honcho, circa 43 chilometri a nord-ovest, e nelle località di Hiroo e Urakawa, distanti circa 52 chilometri, l’intensità stimata è risultata invece pari al grado II, quindi molto debole.
Anche a Shizunai-furukawacho, centro di oltre 22 mila abitanti distante circa 91 chilometri dall’epicentro, il terremoto avrebbe potuto produrre solamente una lieve vibrazione.
Nessuna segnalazione dalla popolazione
Al momento dei dati riportati non risultavano segnalazioni dirette di persone che avessero avvertito il terremoto.
La scossa non sarebbe stata percepibile nelle località più lontane. A Sapporo, situata a circa 207 chilometri dall’epicentro, l’intensità stimata era pari al grado I, mentre a Tokyo, distante circa 748 chilometri, il terremoto non avrebbe prodotto effetti avvertibili.
Parametri rivisti dopo la prima rilevazione
Il terremoto è stato inizialmente segnalato dall’EMSC circa sei minuti dopo l’evento.
Successivamente, i parametri sono stati aggiornati. La profondità, inizialmente stimata in 40 chilometri, è stata ricalcolata a 50 chilometri, mentre la posizione dell’epicentro è stata corretta di circa 14 chilometri verso sud-est.
Diverse reti sismiche hanno fornito stime leggermente differenti. L’EMSC ha indicato una magnitudo 4.0 e una profondità di 50 chilometri, mentre RaspberryShake ha riportato magnitudo 4.0 a 40 chilometri di profondità. Il NIED, National Research Institute for Earth Science and Disaster Resilience, ha invece stimato una magnitudo di 4.3 e una profondità di circa 36 chilometri.
Differenze di questo tipo possono verificarsi nelle prime ore successive a un terremoto, quando i dati vengono progressivamente analizzati e aggiornati.
Possibile aftershock di un terremoto precedente
Secondo l’interpretazione riportata dalla fonte, il sisma del 20 agosto potrebbe essere stato un aftershock, cioè una scossa successiva collegata a un evento sismico più forte.
Il riferimento è al terremoto di magnitudo 7.6 verificatosi l’8 dicembre 2025 nell’area della prefettura di Aomori, circa 36 settimane prima.
L’eventuale relazione tra i due eventi viene indicata come probabile e non come definitivamente accertata.
Un’area ad altissima attività sismica
La regione interessata dal terremoto presenta un livello molto elevato di attività sismica.
Secondo le statistiche riportate sulla base dei dati degli ultimi 26 anni e degli archivi storici disponibili dal 1900, entro un raggio di circa 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente circa 1.200 terremoti all’anno di diversa magnitudo.
In particolare, vengono stimati mediamente circa 46 terremoti di magnitudo 4 o superiore ogni anno, equivalenti a poco meno di quattro eventi al mese.
Per i terremoti più forti, la frequenza diminuisce sensibilmente: gli eventi di magnitudo 6 o superiore avrebbero una media inferiore a uno all’anno, mentre quelli di magnitudo 7 o superiore sarebbero molto più rari.
Dal 1900, nella stessa vasta area sono stati registrati anche almeno due terremoti di magnitudo superiore a 8, confermando l’elevata sismicità della regione.
Nessun effetto significativo segnalato
Il terremoto di magnitudo 4.0 al largo di Hokkaido ha quindi prodotto, secondo le stime disponibili, solamente uno scuotimento debole o molto debole nelle località più vicine all’epicentro.
Non sono state riportate segnalazioni di persone che abbiano avvertito chiaramente la scossa e, nei dati forniti, non vengono indicati danni o conseguenze rilevanti.




