Un terremoto di magnitudo 4.0 è stato registrato nella regione dell’Hindu Kush, in Afghanistan, nelle prime ore di martedì 22 settembre 2026.
Secondo i dati disponibili, il sisma si è verificato alle 00:07 UTC, corrispondenti alle 05:37 nell’orario indicato dalla fonte, con un ipocentro situato a circa 190 chilometri di profondità.
L’epicentro è stato localizzato alle coordinate 36,423° N e 70,996° E, nella provincia afghana del Badakhshan, non lontano dai confini con Pakistan e Tagikistan.
Epicentro nel Badakhshan
La scossa è stata localizzata a circa 51 chilometri da Jurm e a circa 85 chilometri a sud-sud-est di Fayzabad.
L’epicentro si trovava inoltre relativamente vicino ai confini internazionali: secondo i dati riportati, il Pakistan distava circa 39 chilometri, mentre il Tagikistan circa 62 chilometri.
Nonostante la magnitudo 4.0, la notevole profondità del terremoto avrebbe fortemente limitato gli effetti in superficie.
Terremoto a 190 chilometri di profondità
Uno degli elementi principali dell’evento è proprio la profondità di circa 190 chilometri.
Le stime disponibili classificano lo scuotimento nelle località circostanti al grado I della scala Mercalli modificata, corrispondente a un terremoto generalmente non avvertito dalla popolazione.
A Jurm, distante circa 51 chilometri dall’epicentro, è stato stimato uno scuotimento di grado I. La stessa valutazione riguarda Fayzabad, a circa 86 chilometri, e diverse località dell’Afghanistan, del Pakistan e del Tagikistan.
Anche in centri più distanti come Kabul, situata a circa 268 chilometri dall’epicentro, la scossa è classificata come non avvertita.
Nessuna segnalazione dalla popolazione
Al momento dell’aggiornamento dei dati non risultavano segnalazioni di persone che avessero percepito il terremoto.
La magnitudo e la profondità indicate dalle due reti riportate nella fonte coincidono: sia il National Center for Seismology (NCS) sia RaspberryShake hanno indicato una magnitudo di 4.0 e una profondità di 190 chilometri.
L’energia sismica rilasciata è stata stimata in circa 6,3 × 10¹⁰ joule, equivalente, secondo i dati riportati, a circa 15 tonnellate di TNT.
Possibile aftershock del terremoto di giugno
Secondo la fonte, il terremoto potrebbe essere stato un aftershock del sisma di magnitudo 6.1 registrato il 27 giugno 2026, circa dodici settimane prima.
Quell’evento era stato localizzato a circa 43 chilometri a sud di Jurm, sempre in Afghanistan.
Il collegamento viene indicato come probabile e non come definitivamente accertato: la scossa del 22 settembre si inserisce comunque in una regione caratterizzata da una frequente attività sismica.
Una zona ad altissima attività sismica
L’area interessata dal terremoto presenta infatti un altissimo livello di attività sismica.
Sulla base delle statistiche riportate nella fonte, entro un raggio di circa 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente 361 terremoti all’anno di diversa magnitudo.
Gli eventi di magnitudo 4 o superiore sono mediamente circa 159 all’anno, mentre quelli di magnitudo 5 o superiore sono circa 6,7 all’anno.
I dati storici riportano inoltre almeno 17 terremoti superiori a magnitudo 7 dal 1900 nell’area considerata.
La scossa del 22 settembre, pur avvenuta in una regione fortemente sismica, è stata caratterizzata da una magnitudo moderata e da una profondità elevata. Sulla base delle informazioni disponibili, non risultano effetti significativi in superficie né segnalazioni di persone che abbiano avvertito il terremoto.




