Una scossa di terremoto di magnitudo ML 2.4 è stata registrata nella notte di venerdì 12 giugno 2026 nel territorio dell’Appennino parmense. L’evento sismico è stato rilevato a 3 chilometri a ovest di Tornolo, comune della provincia di Parma situato al confine tra Emilia-Romagna e Liguria.
Il terremoto è avvenuto alle 03:17:53 ora italiana (01:17:53 UTC) ed è stato localizzato dalla Sala Sismica dell’INGV di Roma, l’ente responsabile del monitoraggio e dell’analisi della sismicità sul territorio nazionale.
Epicentro e caratteristiche della scossa
Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’epicentro è stato individuato alle coordinate 44.4808 di latitudine e 9.5908 di longitudine, in un’area montana caratterizzata da una naturale attività sismica legata alla struttura geologica dell’Appennino settentrionale.
La scossa ha raggiunto una magnitudo locale (ML) pari a 2.4 e si è verificata a una profondità di 8 chilometri, un valore considerato relativamente superficiale. Terremoti di questa intensità possono essere percepiti lievemente dalla popolazione nelle zone più vicine all’epicentro, soprattutto durante le ore notturne, quando il rumore ambientale è ridotto.
L’area interessata dal sisma
L’epicentro si colloca nei pressi di Tornolo, comune dell’alta Val di Taro situato nell’estremo sud-ovest della provincia di Parma. La zona fa parte dell’Appennino emiliano ed è caratterizzata da una complessa struttura geologica che, nel corso del tempo, ha dato origine a numerosi eventi sismici di lieve e moderata entità.
I comuni più vicini all’epicentro comprendono, oltre a Tornolo, anche diverse località dell’alta Val Taro e delle aree confinanti tra Emilia-Romagna e Liguria. In questi territori le scosse di bassa magnitudo rappresentano fenomeni relativamente frequenti e sono costantemente monitorate dalla rete sismica nazionale.
Nessuna segnalazione di danni
Al momento non risultano danni a persone o strutture né particolari criticità legate all’evento. Considerata la magnitudo contenuta, il terremoto rientra tra i fenomeni sismici classificati come deboli.
Tuttavia, ogni evento registrato contribuisce ad aggiornare il quadro della sismicità dell’area e fornisce dati utili agli esperti per lo studio dell’evoluzione geologica dell’Appennino settentrionale.
Monitoraggio costante dell’INGV
La rete di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) continua a controllare l’attività sismica della zona attraverso strumenti distribuiti su tutto il territorio nazionale. I dati raccolti permettono di individuare rapidamente posizione, profondità e magnitudo di ogni evento, garantendo un’informazione tempestiva e accurata.
La scossa registrata a ovest di Tornolo conferma la presenza di una normale attività sismica nell’Appennino parmense, un’area che, per le sue caratteristiche geologiche, è da sempre oggetto di particolare attenzione da parte della comunità scientifica.




