Un terremoto di magnitudo 3.4 è stato registrato nella serata di lunedì 15 giugno 2026 nel Mar di Tasmania, al largo della costa occidentale della Nuova Zelanda. Secondo i dati preliminari diffusi dall’agenzia sismologica nazionale GeoNet, la scossa si è verificata alle 21:28 ora locale (09:28 UTC).
L’epicentro è stato localizzato alle coordinate 37.5811°S e 174.3897°E, in un’area marina situata a ovest dell’Isola del Nord. Il sisma ha avuto una profondità di 414 chilometri, un valore particolarmente elevato che ha contribuito a ridurre gli effetti in superficie.
Profondità elevata e scuotimento limitato
Nonostante la magnitudo relativamente modesta, la notevole profondità dell’evento rende questo terremoto interessante dal punto di vista geologico. I terremoti profondi tendono infatti a essere percepiti su aree più ampie, ma con intensità generalmente inferiore rispetto ai sismi superficiali.
Le stime preliminari indicano che lo scuotimento del terreno è stato molto debole o non percepibile nella maggior parte delle località vicine all’epicentro. Le principali città dell’area, tra cui Auckland, Hamilton e Wellington, non hanno registrato effetti significativi.
Energia rilasciata e contesto geologico
Secondo le stime, il terremoto ha liberato circa 7,9 miliardi di joule di energia, equivalenti a circa 1,9 tonnellate di TNT.
L’area interessata dall’evento si trova in una delle regioni geologicamente più attive del pianeta. La Nuova Zelanda è infatti situata lungo il confine tra la placca pacifica e la placca australiana, una zona caratterizzata da frequente attività sismica e vulcanica.
Il vulcano più vicino all’epicentro è l’Auckland Volcanic Field, situato a circa 87 chilometri di distanza.
I precedenti nella stessa area
L’ultimo terremoto significativo nelle vicinanze era stato registrato il 29 maggio 2026, quando una scossa di magnitudo 4.1 aveva colpito un’area situata circa 83 chilometri a sud dell’epicentro attuale.
Analizzando lo storico sismico degli ultimi dieci anni, il terremoto più forte avvenuto entro 100 chilometri dalla zona interessata è stato un evento di magnitudo 5.0, registrato nel luglio 2016.
Guardando invece ai dati storici, il sisma più potente mai documentato nell’area risale al 1931, quando il devastante terremoto di Hawke’s Bay raggiunse una magnitudo di 7.4, causando gravi danni e numerose vittime nella regione orientale dell’Isola del Nord.
Situazione sotto osservazione
Al momento non sono stati segnalati danni a persone o infrastrutture e non è stato emesso alcun allarme tsunami. Le autorità continuano comunque a monitorare l’area nell’ambito della normale attività di sorveglianza sismica della Nuova Zelanda.




