Una scossa di terremoto di magnitudo 4.6 è stata registrata domenica 20 settembre 2026 alle 23:25 UTC, corrispondenti alle 08:25 di lunedì 21 settembre nell’area dell’epicentro.
Il terremoto si è verificato in mare, nell’area delle Isole Curili, vicino a Shikotan, in Russia, e non lontano dall’isola giapponese di Hokkaido.
Secondo i dati USGS riportati nel bollettino, l’ipocentro è stato individuato a circa 57 chilometri di profondità, mentre l’epicentro è stato localizzato alle coordinate 43,6006°N e 146,5756°E.
Magnitudo ricalcolata dopo le prime stime
I parametri del terremoto sono stati modificati più volte nelle ore successive alla scossa.
Le prime rilevazioni avevano indicato valori superiori: alcune agenzie avevano stimato una magnitudo intorno a 5.2. Con l’elaborazione di ulteriori dati, la magnitudo riportata dall’USGS è stata successivamente fissata a 4.6.
Anche la profondità e la posizione dell’epicentro sono state aggiornate. Il dato finale riportato dall’USGS indica una profondità di circa 57 chilometri.
Scossa vicino alle Isole Curili
L’epicentro è stato individuato a circa 25 chilometri da Shikotan, nell’oblast’ di Sachalin. La zona si trova vicino al Giappone e in particolare all’isola di Hokkaido.
Lo scuotimento massimo stimato vicino all’epicentro è stato classificato al livello III della scala Mercalli modificata, corrispondente a uno scuotimento debole.
Al momento dei dati disponibili non risultavano segnalazioni dirette da parte della popolazione.
Le località più vicine all’epicentro
Tra i centri più vicini figura Shikotan, situata a circa 25 chilometri dall’epicentro, dove è stato stimato uno scuotimento debole.
A circa 74 chilometri si trova Yuzhno-Kurilsk, mentre sul territorio giapponese Nemuro, nell’Hokkaido, dista circa 86 chilometri dall’epicentro.
Scuotimenti molto deboli sono stati stimati anche in altre località dell’Hokkaido, tra cui Shibetsu, Rausu, Nakashibetsu, Kushiro e Abashiri.
Dati differenti tra le agenzie
Le diverse reti sismiche hanno fornito valutazioni non perfettamente coincidenti.
L’USGS ha indicato una magnitudo 4.6 e una profondità di 57 chilometri. Anche l’EMSC ha riportato una magnitudo 4.6, con una profondità stimata di 50 chilometri.
Altre agenzie hanno fornito valori superiori: GFZ ha indicato circa 5.2, RéNaSS circa 5.1 e Geoscience Australia un valore vicino a 5.1.
Queste differenze spiegano perché nelle prime informazioni diffuse sul terremoto siano comparsi valori di magnitudo più elevati rispetto a quello successivamente riportato dall’USGS.
Nessuna scossa di assestamento registrata
Al momento dell’ultimo aggiornamento contenuto nei dati disponibili non erano state registrate scosse di assestamentoassociate all’evento principale.
Nonostante la vicinanza di alcuni centri abitati, nel bollettino non vengono indicati danni significativi e non risultano testimonianze dirette di persone che abbiano segnalato di aver percepito il terremoto.
Una zona ad altissima attività sismica
L’area delle Isole Curili è caratterizzata da un’attività sismica particolarmente elevata.
Secondo le statistiche riportate nel bollettino, entro 100 chilometri dall’epicentro vengono registrati mediamente circa 36 terremoti di magnitudo 4 o superiore ogni anno.
Dal 1900, nella stessa zona, risultano inoltre almeno 10 terremoti superiori a magnitudo 7. Si tratta quindi di una regione nella quale gli eventi sismici sono frequenti e costantemente monitorati dalle reti internazionali.
Cosa sappiamo del terremoto
Il terremoto del 21 settembre ha raggiunto, secondo i dati USGS riportati, una magnitudo 4.6 con ipocentro a circa 57 chilometri di profondità.
La scossa si è verificata in mare vicino alle Isole Curili, tra Russia e Giappone, e i modelli indicano uno scuotimento debole nelle località più vicine. Al momento delle informazioni disponibili non risultavano segnalazioni dirette né scosse di assestamento.




