Machu Picchu, uno dei siti archeologici più celebri al mondo, è stato teatro di forti tensioni sociali che hanno costretto il governo peruviano a organizzare l’evacuazione di circa 1.400 turisti nella notte tra lunedì 15 e martedì 16 settembre 2025. Lo ha annunciato il Ministro del Turismo Desilú León, precisando che altri 900 visitatori sono rimasti bloccati nella zona, ancora irraggiungibile a causa delle proteste.
Trasporti bloccati e binari ostruiti dai manifestanti
Le proteste hanno avuto un impatto diretto sulla linea ferroviaria che collega Cusco a Machu Picchu, principale via d’accesso alla cittadella. I manifestanti hanno interrotto la circolazione bloccando i binari con pietre e tronchi d’albero, secondo quanto riferito da fonti di polizia citate dall’Afp. Questo ha determinato l’interruzione del servizio ferroviario e reso impossibile l’arrivo e la partenza dei turisti.
L’intervento delle forze dell’ordine, avvenuto durante la notte, ha permesso il parziale sgombero dell’area, ma nella giornata di martedì è stato ripristinato un nuovo blocco.
La causa delle proteste: scaduta la concessione trentennale
Al centro della mobilitazione ci sono le richieste del Fronte di Difesa degli Interessi di Machu Picchu, promotore di uno sciopero a tempo indeterminato. La protesta è esplosa dopo la scadenza della concessione trentennale per il trasporto in autobus tra la stazione ferroviaria e il sito archeologico. I manifestanti chiedono che venga selezionata una nuova compagnia per gestire il servizio di trasporto terrestre.
Nonostante la concessione sia formalmente terminata, l’attuale operatore Consettur Machupicchu ha dichiarato l’intenzione di continuare ad operare, senza però fornire ulteriori dettagli.
Il sito resta parzialmente isolato
Machu Picchu, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1983, registra in media 4.500 visitatori al giorno, molti dei quali turisti stranieri. La situazione di stallo nei trasporti ha generato preoccupazione tra le autorità e gli operatori del settore turistico, fondamentale per l’economia locale.
Il Ministro del Turismo ha annunciato un incontro urgente con autorità locali e sindacati per tentare di mediare e trovare una soluzione condivisa: “Dobbiamo garantire la sicurezza dei visitatori e rispondere alle legittime richieste della popolazione”, ha dichiarato Desilú León a Radio RPP.




