Una rimonta clamorosa, proprio a Medinah. Gli Stati Uniti conquistano la Presidents Cup 2026 ribaltando nella giornata conclusiva il vantaggio costruito dalla Squadra Internazionale. Sotto 10,5-7,5 prima dei dodici singoli, gli americani hanno cambiato completamente volto alla sfida: nove vittorie e un pareggio per completare una delle domeniche più impressionanti nella storia della competizione.
Per il capitano Brandt Snedeker è un successo dal sapore speciale. Nel 2012 era in campo nella Ryder Cup di Medinah persa dagli USA dopo essere stati avanti 10-6. Questa volta è stato lui a guidare la rimonta.
Gli Stati Uniti dominano i singoli
Il primo segnale è arrivato da Cameron Young, vincitore 3&2 contro Ryo Hisatsune. Da quel momento il tabellone ha iniziato rapidamente a cambiare colore.
Scottie Scheffler ha completato una Presidents Cup da tre vittorie e una sconfitta, mentre Justin Thomas ha finalmente spezzato il digiuno nei singoli della competizione, conquistando cinque delle prime sei buche del proprio match.
La Squadra Internazionale ha trovato punti con Tom Kim, vincitore 3&2 su Wyndham Clark, e Sungjae Im, che ha battuto Sam Burns 3&1. Troppo poco, però, per arginare l’ondata americana.
Da Cantlay a Morikawa, la rimonta diventa dominio
Gli ultimi sette incontri hanno definitivamente spostato l’equilibrio: sei vittorie americane e un pareggio.
Patrick Cantlay ha superato Adam Scott 2&1, Chris Gotterup ha battuto Christiaan Bezuidenhout 1 up e il 21enne Jackson Koivun ha sconfitto Si Woo Kim 2 up, terminando la sua Presidents Cup d’esordio imbattuto con un record di 2-0-1.
Tra i match più spettacolari quello di Collin Morikawa contro Hideki Matsuyama. In svantaggio per buona parte della giornata, Morikawa ha ribaltato tutto nel finale, conquistando la 15 e la 18 e imponendosi 1 up.
Bridgeman firma il punto della vittoria
A far esplodere definitivamente la festa statunitense è stato Jacob Bridgeman. Il suo par alla 18 contro Min Woo Lee gli ha permesso di vincere 1 up e soprattutto di conquistare il punto che ha matematicamente consegnato la Presidents Cup agli Stati Uniti.
Xander Schauffele ha poi completato l’opera battendo Ryan Fox 2&1.
La Squadra Internazionale aveva costruito il proprio vantaggio soprattutto venerdì, portandosi sul 7-3 dopo i foursome, e aveva resistito sabato arrivando ai singoli avanti di tre punti. La domenica, però, ha raccontato una storia completamente diversa. Gli Stati Uniti conquistano così l’undicesima Presidents Cup consecutiva, trasformando Medinah ancora una volta nel teatro di una rimonta destinata a essere ricordata.





