Un forte terremoto di magnitudo 6.3 ha colpito l’area delle isole Vanuatu, nell’Oceano Pacifico, nella serata di giovedì 8 ottobre 2026.
La scossa è stata registrata alle 20:00 ora locale, corrispondenti alle 9:00 UTC, con epicentro in mare, circa 23 chilometri a nord dell’isola di Pentecoste, nella provincia di Penama.
Secondo i dati dell’United States Geological Survey (USGS), l’ipocentro è stato localizzato a circa 10 chilometri di profondità, anche se le stime dei diversi istituti sismologici presentano alcune differenze.
Il terremoto è stato avvertito in diverse località dell’arcipelago, con segnalazioni di oscillazioni e movimenti del terreno.
Oltre 75mila persone potenzialmente coinvolte
Le prime elaborazioni dell’USGS indicano che circa 75.200 persone potrebbero essere state esposte agli effetti della scossa.
Si tratta di stime basate su modelli di propagazione delle onde sismiche e sulla distribuzione della popolazione, non di un conteggio delle persone che hanno effettivamente percepito il terremoto.
Secondo le valutazioni preliminari:
- Circa 38.400 persone potrebbero aver sperimentato uno scuotimento leggero.
- Oltre 21.700 persone sarebbero state esposte a un’intensità moderata.
- Circa 6.300 persone potrebbero aver avvertito uno scuotimento forte.
- Più di 8.300 persone potrebbero essere state interessate da movimenti molto forti.
- Circa 300 persone potrebbero essersi trovate in zone con intensità grave, pari al grado VIII della scala Mercalli modificata.
Questi dati evidenziano la notevole energia dell’evento, pur non rappresentando una conferma di danni effettivamente verificatisi.
Scossa avvertita anche a oltre 100 chilometri dall’epicentro
Il terremoto nel Pacifico potrebbe essere stato percepito in numerose località delle Vanuatu.
Tra i centri interessati figurano Norsup e Luganville, situati rispettivamente a circa 103 e 110 chilometri dall’epicentro, dove lo scuotimento è stato stimato di intensità moderata.
Effetti più lievi sono stati previsti anche a Hog Harbour, Port-Olry e nella capitale Port Vila, distante circa 244 chilometri dall’area epicentrale.
Le testimonianze raccolte descrivono oscillazioni orizzontali e movimenti del terreno durati, in alcuni casi, tra 5 e 20 secondi.
Le segnalazioni dirette rimangono tuttavia limitate rispetto alla popolazione potenzialmente esposta.
Rischio danni e vittime: la valutazione dell’USGS
Nonostante la magnitudo elevata, il sistema di valutazione dell’USGS ha assegnato al terremoto un livello di allerta verde, corrispondente a un rischio complessivamente basso di vittime e perdite economiche.
Secondo i modelli preliminari, la probabilità che non si verifichino vittime direttamente attribuibili allo scuotimento è stimata al 90,4%.
Anche il rischio di danni economici significativi viene considerato contenuto.
La valutazione tiene conto soprattutto della posizione dell’epicentro, relativamente distante dai principali centri abitati, nonostante l’intensità potenzialmente elevata nelle aree più vicine.
Le stime statistiche non sostituiscono comunque le verifiche sul territorio.
Le rilevazioni dei centri sismologici
Il terremoto è stato registrato da numerose reti internazionali di monitoraggio.
L’USGS ha confermato una magnitudo di 6.3, mentre il Centro tedesco di ricerca per le geoscienze (GFZ) ha stimato un valore di 6.28.
Anche l’European-Mediterranean Seismological Centre (EMSC) e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno riportato una magnitudo di 6.3.
Le differenze più importanti riguardano la profondità dell’ipocentro, stimata tra 10 e 36 chilometri da diversi istituti.
Queste variazioni sono possibili durante le analisi successive a un evento sismico e possono essere corrette con l’acquisizione di nuovi dati.
Un’altra forte scossa dopo il terremoto di magnitudo 7.3
Il nuovo terremoto si inserisce in un contesto di elevata attività sismica.
Il 30 marzo 2026, nella stessa regione, era stato registrato un terremoto di magnitudo 7.3, con epicentro a circa 72 chilometri da quello dell’evento dell’8 ottobre.
Secondo VolcanoDiscovery, la scossa più recente potrebbe rappresentare una replica del precedente terremoto, sebbene il collegamento non possa essere considerato definitivamente accertato sulla base delle sole informazioni disponibili.
L’arcipelago delle Vanuatu si trova in una delle aree geologicamente più attive del Pacifico, dove il movimento delle placche tettoniche produce frequenti terremoti anche di forte magnitudo.
Terremoti nel Pacifico: una zona ad alta attività sismica
Le statistiche disponibili indicano che, entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro, si verificano mediamente circa 108 terremoti all’anno di diversa magnitudo.
Gli eventi di magnitudo pari o superiore a 6 hanno una frequenza media stimata di circa uno ogni due anni, mentre quelli superiori a magnitudo 7 risultano meno comuni.
La scossa dell’8 ottobre 2026 conferma quindi la significativa attività sismica dell’arcipelago.
Al momento degli aggiornamenti riportati nelle fonti, il rischio complessivo di conseguenze gravi era valutato come basso, nonostante la forte intensità del terremoto e l’elevato numero di persone potenzialmente esposte.




