Un forte terremoto di magnitudo 6.3 ha colpito il Mare delle Filippine nella tarda mattinata di mercoledì 5 agosto, con epicentro a circa 36 chilometri a sud-ovest dell’isola di Sarangani. Il sisma è stato registrato a una profondità di circa 10 chilometri, caratteristica che ha reso lo scuotimento chiaramente percepibile nelle aree più vicine all’epicentro.
Secondo le prime analisi, il terremoto potrebbe rappresentare un aftershock del potente evento sismico di magnitudo 7.8 che aveva interessato la stessa area nelle settimane precedenti.
Scosse avvertite in un’ampia area
Il terremoto è stato percepito in numerose località delle Filippine meridionali e in alcune zone dell’Indonesia, coinvolgendo complessivamente oltre 6 milioni di persone.
Le aree più vicine all’epicentro hanno registrato scuotimenti di intensità compresa tra moderata e forte, mentre nelle città più distanti il sisma è stato avvertito con minore intensità.
Danni e vittime: rischio considerato basso
Le stime preliminari indicano un basso rischio di vittime e danni significativi. I modelli sismici evidenziano infatti che lo scuotimento massimo previsto non dovrebbe aver raggiunto livelli tali da provocare conseguenze diffuse sulle aree maggiormente popolate.
Le autorità continuano comunque a monitorare la situazione, poiché i dati relativi a magnitudo, profondità ed epicentro potrebbero essere aggiornati nelle prossime ore con l’analisi delle rilevazioni provenienti dalle diverse reti sismiche internazionali.
Monitoraggio costante della situazione
Numerosi centri di monitoraggio hanno confermato il terremoto, pur riportando leggere differenze nella stima della magnitudo, compresa tra 6.3 e 6.6. Le verifiche proseguiranno per valutare eventuali effetti sul territorio e l’eventuale evoluzione dell’attività sismica nell’area.
L’evento conferma l’elevata attività tettonica della regione, una delle più sismicamente attive al mondo, dove terremoti di forte intensità si verificano con una certa frequenza.




