Una scossa di terremoto di magnitudo 5.1 ha interessato l’India settentrionale nella tarda serata di martedì 6 ottobre 2026. Il sisma è stato registrato alle 22:23 ora locale, corrispondenti alle 16:53 UTC.
Secondo i dati attribuiti all’US Geological Survey (USGS), l’epicentro è stato localizzato nell’area di Bageshwar, nello Stato dell’Uttarakhand, alle coordinate 30.1171°N e 79.6148°E, circa 49 chilometri a sud di Joshimath, nel distretto di Chamoli.
La profondità indicata è di circa 10 chilometri. Una profondità di questo tipo viene tuttavia spesso utilizzata come valore convenzionale quando il dato non può essere determinato con maggiore precisione.
Il terremoto è stato localizzato in una zona montuosa dell’Himalaya non lontana dai confini con Nepal e Cina.
Scossa avvertita da milioni di persone
Il sisma è stato percepito in un territorio molto ampio dell’India settentrionale. Le stime preliminari riportate sulla base dei dati USGS indicano che circa 5,7 milioni di persone potrebbero aver avvertito le oscillazioni in India, Nepal e Cina.
La maggior parte della popolazione interessata sarebbe stata esposta a uno scuotimento debole, mentre circa 643mila persone potrebbero aver sperimentato un’intensità classificata come leggera.
Per circa 26.500 persone lo scuotimento massimo stimato ha raggiunto il livello V della scala Mercalli modificata (MMI), corrispondente a un’intensità moderata.
Numerose segnalazioni sono arrivate da diverse località dell’Uttarakhand e degli Stati confinanti. Tra le città da cui sono giunti più riscontri figurano Rudrapur, Dehradun, Haldwani, Almora e Bazpur.
Il terremoto avvertito anche a Nuova Delhi
Gli effetti della scossa sarebbero stati percepiti anche a notevole distanza dall’epicentro.
A Haldwani, situata a circa 100 chilometri dall’area epicentrale, lo scuotimento stimato è stato debole. Segnalazioni sono arrivate inoltre da località distanti diverse centinaia di chilometri.
Anche a Nuova Delhi, circa 286 chilometri a sud-ovest dell’epicentro, il terremoto potrebbe essere stato percepito con un’intensità molto debole.
Le testimonianze raccolte descrivono soprattutto letti e sedie in movimento, vibrazioni e oscillazioni di breve durata. Le segnalazioni degli utenti devono comunque essere considerate indicazioni soggettive e non misurazioni strumentali dell’intensità del sisma.
Allerta verde per vittime e danni
Le prime valutazioni indicano un rischio contenuto di conseguenze gravi.
L’USGS ha assegnato all’evento un livello di allerta verde sia per le possibili vittime sia per le perdite economiche. Secondo le stime riportate, vi è una probabilità superiore al 90% che il terremoto non provochi vittime direttamente legate allo scuotimento.
Anche il rischio di danni economici importanti viene considerato basso. La probabilità maggiore è che le eventuali perdite restino comprese entro un milione di dollari.
La valutazione dipende soprattutto dal fatto che lo scuotimento massimo previsto nelle aree popolate non dovrebbe aver superato in maniera significativa il grado V della scala Mercalli, associato generalmente a effetti moderati e a danni limitati.
Le diverse stime sulla magnitudo
Come accade frequentemente nelle ore successive a un terremoto, le agenzie sismologiche hanno fornito valori leggermente differenti.
L’USGS e l’European-Mediterranean Seismological Centre (EMSC) hanno indicato una magnitudo 5.1, mentre il National Center for Seismology (NCS) indiano ha stimato il sisma a magnitudo 4.9 e a una profondità di circa 13 chilometri.
Differenze di questo tipo sono normali nelle prime elaborazioni, poiché magnitudo, profondità e posizione dell’epicentro possono essere successivamente riviste con l’arrivo di ulteriori dati dalle stazioni sismiche.
Nessuna scossa di assestamento registrata inizialmente
Nei dati disponibili al momento dell’aggiornamento della fonte non risultavano scosse di assestamento registrate dopo l’evento principale.
Terremoti di magnitudo intorno o superiore a 5 possono comunque essere seguiti da eventi più piccoli nella stessa zona. La loro eventuale comparsa può avvenire nelle ore o nei giorni successivi alla scossa principale.
Le prime stime indicano inoltre che il terremoto potrebbe essere stato associato alla rottura di una porzione di faglia di circa 13 chilometri quadrati, con una lunghezza indicativa della zona di rottura intorno ai 6 chilometri.
Una zona ad alta attività sismica
L’area dell’Uttarakhand interessata dal terremoto presenta una significativa attività sismica.
Secondo le statistiche riportate, entro 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente circa 35 terremoti all’anno, considerando gli eventi di diversa magnitudo presenti negli archivi disponibili.
Per terremoti di magnitudo 5 o superiore, la frequenza media stimata è di circa un evento ogni tre anni e mezzo. Gli eventi di magnitudo 6 o superiore sono molto più rari, con una frequenza storica nell’ordine di uno ogni tre decenni.
Il terremoto del 6 ottobre sarebbe inoltre il più forte registrato in questa specifica area da oltre nove anni. Un sisma della stessa magnitudo, 5.1, era stato rilevato il 6 dicembre 2017 nei pressi di Rudraprayag.
Tra gli eventi storici più rilevanti figura invece il terremoto di magnitudo 6.6 del 29 marzo 1999 nel distretto di Chamoli.
Monitoraggio in corso dopo il sisma
La situazione resta sotto osservazione per verificare eventuali variazioni dei parametri del terremoto e la possibile comparsa di scosse di assestamento.
I dati disponibili indicano al momento un terremoto chiaramente avvertito in un’ampia porzione dell’India settentrionale, ma con una bassa probabilità di vittime e danni significativi.
Le valutazioni su magnitudo, profondità e conseguenze dell’evento potranno essere ulteriormente aggiornate con l’analisi dei dati sismologici raccolti nelle ore successive.




