Il terremoto di magnitudo 5.3 si è verificato alle 21:27 ora locale del 1° ottobre, corrispondenti alle 12:27 UTC. Secondo i dati riportati, l’epicentro è stato individuato alle coordinate 35.7025° N e 140.5507° E, nell’area della prefettura di Chiba.
La profondità è stata stimata in 42 chilometri. I dati indicano inoltre un’intensità massima pari al grado IV della scala Mercalli modificata (MMI), corrispondente a uno scuotimento leggero nelle zone interessate.
Le rilevazioni sono state progressivamente aggiornate dalle diverse agenzie sismologiche. Il dato riportato come principale, attribuito allo United States Geological Survey (USGS), indica una magnitudo di 5.3.
Scossa avvertita anche a Tokyo
Il terremoto è stato percepito in un’area molto ampia. Tokyo, situata a circa 78 chilometri a ovest dell’epicentro secondo i dati riportati, è stata tra le località dalle quali è arrivato il maggior numero di segnalazioni.
Complessivamente sono stati raccolti 74 rapporti, 71 dei quali provenienti da persone che hanno dichiarato di aver avvertito il sisma.
Le segnalazioni descrivono prevalentemente uno scuotimento debole o leggero, con intensità comprese soprattutto tra i livelli II e IV della scala MMI. A Tokyo l’intensità media indicata dalle testimonianze è stata pari al grado III, mentre in alcune zone più vicine all’epicentro è stato raggiunto il grado IV.
Le località interessate dal terremoto
Tra le città e le aree nelle quali il terremoto potrebbe essere stato maggiormente percepito figurano Sakura, Yotsukaido, Inzai, Yachiyo, Chiba, Narashino, Kashiwa e Narita.
Scosse sono state segnalate anche nell’area metropolitana di Tokyo e nelle prefetture circostanti, comprese Saitama e Kanagawa.
A Narita, situata a circa 23 chilometri dall’epicentro secondo le segnalazioni raccolte, l’intensità media riportata ha raggiunto il grado IV della scala MMI. Segnalazioni sono arrivate anche da Yokohama, Shinjuku, Shibuya, Ikebukuro e Minato.
Alcune testimonianze parlano di letti e abitazioni in movimento, vibrazioni e oscillazioni orizzontali durate da pochi secondi fino a diverse decine di secondi.
Nessuna scossa di assestamento registrata inizialmente
Nei dati disponibili nel testo, non risultavano ancora registrate scosse di assestamento dopo l’evento principale.
I terremoti di magnitudo superiore a circa 5 possono tuttavia essere seguiti da eventi sismici più piccoli nella stessa zona. L’assenza iniziale di repliche, quindi, non consente di stabilire come possa evolvere successivamente la sequenza sismica.
In base alla magnitudo dell’evento, viene inoltre stimata una possibile superficie di rottura della faglia di circa 20 chilometri quadrati, con una lunghezza indicativa della zona di rottura di circa 8 chilometri.
Un’area ad alta attività sismica
La zona interessata dal terremoto nella prefettura di Chiba presenta un’attività sismica elevata. Secondo le statistiche riportate, entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente circa 3.000 terremoti all’anno, considerando anche gli eventi di magnitudo più bassa.
Per i terremoti di magnitudo 5 o superiore, la media indicata è di circa 9,2 eventi all’anno, mentre quelli di magnitudo 6 o superiore avrebbero una frequenza media di circa 0,42 eventi all’anno.
Nella stessa area erano già stati registrati diversi terremoti nelle settimane precedenti. Il 23 agosto 2026, circa sei settimane prima della nuova scossa, si era verificato un terremoto di magnitudo 5.8 a circa 50 chilometri dall’epicentro dell’evento del 1° ottobre.
I dati delle agenzie sismologiche
Le diverse agenzie citate hanno fornito valori leggermente differenti per magnitudo, profondità e posizione dell’epicentro.
Il dato USGS indica magnitudo 5.3 e profondità di 42 chilometri. Il German Research Centre for Geosciences (GFZ) ha invece riportato una magnitudo di 5.2 e una profondità di 47 chilometri, mentre l’European-Mediterranean Seismological Centre (EMSC) ha indicato magnitudo 5.3 e profondità di 44 chilometri.
Differenze di questo tipo possono verificarsi nelle prime fasi successive a un terremoto, quando i parametri dell’evento vengono progressivamente ricalcolati sulla base delle rilevazioni disponibili.
La scossa di magnitudo 5.3 in Giappone è stata dunque avvertita in numerose località della regione di Tokyo e della prefettura di Chiba. Nei dati forniti non vengono indicati danni significativi conseguenti al terremoto.




