Una scossa di terremoto di magnitudo 4.2 è stata registrata lunedì 14 settembre 2026 nel nord-ovest dell’Argentina, nella provincia di Salta.
Il sisma si è verificato alle 02:03 ora locale, corrispondenti alle 05:03 UTC. L’epicentro è stato individuato nel Departamento de Los Andes, circa 74 chilometri a ovest di San Antonio de los Cobres, in un’area non distante dal confine con il Cile.
Secondo i dati riportati, le coordinate dell’epicentro sono 24,06° S e 67,03° W.
Ipocentro a 177 chilometri di profondità
Una delle caratteristiche principali dell’evento sismico è la notevole profondità. L’ipocentro è stato calcolato a circa 177 chilometri, elemento che ha contribuito a limitare gli effetti della scossa in superficie.
L’intensità dello scuotimento è stata stimata al grado II della scala Mercalli modificata, corrispondente a una percezione molto debole.
Al momento dell’aggiornamento dei dati non risultavano segnalazioni da parte della popolazione relative all’avvertimento del terremoto.
I dati del terremoto sono stati aggiornati
I parametri dell’evento sono stati rivisti poco dopo la prima rilevazione. La prima segnalazione è arrivata dall’INPRES, mentre i dati successivamente utilizzati come riferimento provengono dall’European-Mediterranean Seismological Centre (EMSC).
Inizialmente la magnitudo era stata calcolata in 4.1, per poi essere aggiornata a 4.2. Anche la profondità è stata ricalcolata, passando dalla prima stima di 223 chilometri a circa 176,5-177 chilometri.
La posizione dell’epicentro è stata inoltre corretta di circa 3,2 chilometri verso ovest-nordovest.
Le diverse agenzie che hanno analizzato il terremoto hanno fornito valori molto simili: EMSC, RaspberryShake e il Centro Sismológico Nacional cileno hanno indicato una magnitudo di 4.2, mentre INPRES aveva inizialmente riportato 4.1.
Scossa molto debole nelle località vicine
La località principale più vicina all’epicentro è San Antonio de los Cobres, distante circa 74 chilometri. In questa zona lo scuotimento è stato stimato come molto debole, con intensità II.
Una situazione analoga è stata stimata per Susques, distante circa 100 chilometri, Santa Rosa de Tastil, a 118 chilometri, e Cachi, a circa 147 chilometri dall’epicentro.
Più lontano, gli effetti previsti risultano ancora inferiori. A San Salvador de Jujuy, situata a circa 177 chilometri dall’epicentro, e nella città di Salta, distante circa 183 chilometri, l’intensità stimata è pari al grado I, classificato come non percepibile.
Anche a San Pedro de Atacama, in Cile, a circa 175 chilometri dall’epicentro, lo scuotimento è stato stimato al grado I.
Nessuna replica registrata
Nelle prime decine di minuti successive alla scossa non erano state registrate repliche associate al terremoto.
In base alla magnitudo, la stima riportata indica che la zona di faglia coinvolta potrebbe aver interessato una superficie nell’ordine di 2 chilometri quadrati, con una lunghezza della rottura di circa 2 chilometri.
L’energia sismica liberata è stata stimata in circa 1,3 × 10¹¹ joule, equivalente a circa 35 megawattora.
Un’area caratterizzata da elevata attività sismica
La regione nella quale si è verificato il terremoto presenta una elevata attività sismica. Sulla base delle statistiche riportate per un’area entro 100 chilometri dall’epicentro, vengono registrati mediamente circa 1.100 terremoti di magnitudo 2 o superiore ogni anno.
Gli eventi di magnitudo 4 o superiore sono mediamente circa 135 all’anno, mentre quelli di magnitudo 5 o superiore sono circa 3,5 ogni anno.
I dati storici disponibili indicano inoltre che, dal 1900, nella zona si sono verificati almeno due terremoti di magnitudo superiore a 7.
La scossa del 14 settembre, pur avendo raggiunto magnitudo 4.2, si è verificata a grande profondità e, secondo le informazioni disponibili immediatamente dopo l’evento, non risultava essere stata avvertita dalla popolazione.




