Un terremoto di magnitudo 6.3 è stato registrato nella mattinata di giovedì 10 settembre 2026 al largo della Costa Rica, nelle acque dell’Oceano Pacifico settentrionale.
La scossa si è verificata alle 03:38 ora locale (GMT-6), corrispondenti alle 09:38 UTC. Secondo i dati riportati dall’European-Mediterranean Seismological Centre (EMSC), l’evento ha avuto una profondità di circa 155 chilometri.
L’epicentro è stato localizzato alle coordinate 8,7545° N e 84,377° W, in mare, a circa 72 chilometri dalla Costa Rica.
Magnitudo ricalcolata a 6.3
I parametri del terremoto sono stati aggiornati nelle ore successive all’evento. Le prime rilevazioni indicavano infatti una magnitudo sensibilmente inferiore e una profondità di appena 4 chilometri.
Successivamente, sulla base dei dati EMSC, la magnitudo è stata ricalcolata a 6.3 e la profondità portata a 155 chilometri. Anche la posizione dell’epicentro è stata corretta di circa 35 chilometri verso ovest-sudovest.
L’intensità massima stimata dello scuotimento nelle aree più vicine all’epicentro è stata classificata al grado IV della scala Mercalli modificata (MMI), corrispondente a uno scuotimento leggero.
Le località più vicine all’epicentro
Tra i centri abitati più vicini figura Quepos, situata a circa 79 chilometri a nord dell’epicentro. In questa zona lo scuotimento potenziale è stato stimato al grado IV della scala MMI.
Una situazione analoga è stata stimata per numerose altre località della Costa Rica. Parrita si trova a circa 86 chilometri dall’epicentro, Puerto Cortés a 96 chilometri e Jacó a circa 100 chilometri.
Anche nella capitale San José, distante circa 135 chilometri dall’epicentro, l’intensità teorica massima indicata è di grado IV.
A distanze maggiori gli effetti attesi diminuiscono. A Managua, capitale del Nicaragua e distante circa 428 chilometri dall’epicentro, lo scuotimento è stato stimato al grado III della scala MMI, quindi debole.
Nessuna scossa di assestamento registrata
Al momento dell’aggiornamento dei dati non risultavano scosse di assestamento associate all’evento principale.
Secondo la stima riportata nella fonte, considerando la magnitudo del sisma, la rottura della faglia potrebbe aver interessato una superficie nell’ordine dei 200 chilometri quadrati, con una zona di rottura lunga indicativamente circa 24 chilometri.
Si tratta comunque di una stima preliminare basata sulla magnitudo dell’evento.
Una zona ad alta attività sismica
L’area interessata dal terremoto presenta un livello molto elevato di attività sismica. Sulla base delle statistiche riportate per una zona entro 100 chilometri dall’epicentro, vengono registrati mediamente circa 704 terremoti all’anno di diversa magnitudo.
Gli eventi più forti sono naturalmente molto meno frequenti. Per i terremoti di magnitudo 6 o superiore viene indicata una frequenza media di circa 0,13 eventi all’anno, equivalente approssimativamente a un terremoto ogni 7,8 anni.
Dal 1900, nella stessa area sarebbero stati registrati almeno 16 terremoti con magnitudo superiore a 6, a conferma dell’importante attività sismica della regione.
Il terremoto del 10 settembre 2026, con magnitudo 6.3 e ipocentro a 155 chilometri di profondità, rientra dunque tra gli eventi sismici più significativi registrati recentemente nell’area al largo della Costa Rica.




