Un terremoto di magnitudo 4.9 ha interessato le Filippine nella giornata di lunedì 31 agosto 2026. Il sisma si è verificato alle 12:04 ora locale (04:04 UTC), con epicentro individuato nell’area marina a sud-est di Union, nella provincia di Surigao del Norte, non lontano dall’isola di Siargao.
Secondo i dati riportati dall’United States Geological Survey (USGS), la scossa ha avuto una profondità di circa 84 chilometri. Il terremoto è stato avvertito in diverse località della regione di Caraga, ma sulla base delle informazioni disponibili non risultano danni significativi.
Dove è stato localizzato il terremoto
L’epicentro del sisma è stato localizzato alle coordinate 9.6408° N e 126.1362° E, a circa 13 chilometri a sud-sud-est di Union, nelle Filippine.
La profondità relativamente elevata del terremoto ha contribuito a limitare l’intensità dello scuotimento in superficie. L’intensità stimata nei pressi dell’epicentro è stata classificata intorno al grado III della scala Mercalli modificata, corrispondente generalmente a uno scuotimento debole.
Tra i centri più vicini figurano Dapa, a circa 16 chilometri dall’epicentro, Socorro, a 19 chilometri, e Pilar, a circa 25 chilometri. La città di Surigao, con circa 88 mila abitanti, si trova invece a una distanza di circa 72 chilometri.
Scossa avvertita nell’area di Siargao
Diverse persone hanno segnalato di aver percepito il terremoto nelle Filippine. Le testimonianze raccolte indicano intensità differenti a seconda della distanza dall’epicentro e delle condizioni locali.
Nella zona di Siargao, a circa 14 chilometri dall’epicentro, una segnalazione ha descritto uno scuotimento moderato, classificato come MMI V, durato alcuni secondi. A Pilar è stato invece riportato uno scuotimento leggero, mentre a Union è stata segnalata una breve oscillazione laterale.
Segnalazioni di scuotimento leggero o debole sono arrivate anche da Luna e Anticala. Complessivamente, i rapporti disponibili indicano che il terremoto sarebbe stato percepito soprattutto entro alcune decine di chilometri dall’epicentro.
A Manila, situata a quasi 800 chilometri di distanza, la scossa non sarebbe invece stata avvertita.
Magnitudo confermata a 4.9
Le diverse agenzie sismologiche hanno fornito valori molto simili per la magnitudo, mentre sono emerse alcune differenze nella stima della profondità.
L’USGS ha indicato una magnitudo 4.9 e una profondità di 84 chilometri. Anche l’European-Mediterranean Seismological Centre ha riportato una magnitudo di 4.9 e una profondità di 84 chilometri.
Altri enti hanno stimato profondità differenti: il GFZ tedesco ha indicato circa 135 chilometri, mentre l’agenzia indonesiana BMKG ha riportato circa 63 chilometri. Geoscience Australia ha invece valutato il terremoto a magnitudo 5.0, con una profondità prossima ai 98 chilometri.
Differenze di questo tipo possono verificarsi nelle prime fasi successive a un evento sismico, quando i parametri vengono progressivamente ricalcolati sulla base dei dati raccolti dalle varie reti di monitoraggio.
Nessuna scossa di assestamento segnalata
Al momento dei dati riportati nella fonte, non risultavano scosse di assestamento registrate dopo il terremoto principale.
L’area interessata presenta comunque un’elevata attività sismica. Secondo le statistiche riportate, entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente circa 98 terremoti di magnitudo 4 o superiore ogni anno, mentre quelli di magnitudo almeno 5 sarebbero in media circa otto all’anno.
Dal 1900, nella stessa area sarebbero inoltre stati registrati almeno due terremoti con magnitudo superiore a 7.
Nessun danno significativo segnalato
Nonostante la scossa sia stata chiaramente percepita in diverse località delle Filippine meridionali, le informazioni disponibili non indicano danni significativi collegati al terremoto.
La profondità dell’evento e la magnitudo moderata hanno determinato prevalentemente uno scuotimento debole o leggero in superficie, con intensità più marcate segnalate localmente nelle zone più vicine all’epicentro.
La situazione resta legata agli aggiornamenti delle reti di monitoraggio sismico, che possono rivedere magnitudo, profondità e posizione dell’epicentro con l’elaborazione di nuovi dati.




