Un terremoto di magnitudo 5.4 ha colpito il North Pacific Ocean, circa 145 chilometri a est di Yamada, in Giappone, alle 02:43 ora locale di venerdì 7 agosto 2026 (17:43 UTC del 6 agosto).
L’evento sismico è stato localizzato alle coordinate 39.5829°N, 143.6408°E con una profondità stimata di 10 chilometri, valore comunemente utilizzato quando la profondità non può essere determinata con precisione nelle prime analisi.
Possibile aftershock del terremoto di aprile
Secondo le valutazioni preliminari, il sisma potrebbe rappresentare un aftershock del forte terremoto di magnitudo 7.4 verificatosi il 20 aprile 2026 nella stessa area dell’oceano, circa 15 settimane prima.
La costa nord-orientale del Giappone è infatti una delle zone con la più elevata attività sismica del pianeta, caratterizzata da frequenti terremoti di media e forte intensità.
Scosse avvertite in modo debole nelle aree abitate
Le stime preliminari indicano che oltre 680.000 persone potrebbero aver percepito il terremoto.
Nella maggior parte delle località interessate, lo scuotimento è stato classificato tra i livelli II e III della scala Mercalli Modificata (MMI), corrispondenti a un’intensità molto debole o debole.
Le città più vicine all’epicentro dove il terremoto potrebbe essere stato percepito includono:
- Yamada
- Miyako
- Kamaishi
- Kuji
- Ofunato
Anche nelle città più popolose della regione, come Morioka, Sendai e persino Tokyo, distante circa 555 chilometri, lo scuotimento è stato stimato come molto lieve.
Rischio di danni giudicato basso
Le valutazioni dell’US Geological Survey (USGS) classificano l’evento con allerta verde, il livello più basso nella scala di rischio.
Secondo le analisi:
- è molto improbabile che si siano verificati danni rilevanti agli edifici;
- la probabilità di vittime è considerata estremamente bassa;
- le eventuali perdite economiche dovrebbero essere limitate.
Il terremoto si è verificato infatti in mare aperto, a notevole distanza dai principali centri abitati, riducendo sensibilmente gli effetti sulle aree urbanizzate.
Un’area tra le più attive dal punto di vista sismico
L’area interessata registra mediamente:
- circa 9 terremoti di magnitudo superiore a 5 ogni anno;
- quasi un terremoto di magnitudo superiore a 6 ogni anno;
- eventi di magnitudo pari o superiore a 7 con una frequenza media di circa uno ogni 10-15 anni.
La regione è soggetta a un’intensa attività tettonica dovuta all’interazione tra diverse placche, che rende frequente il verificarsi di terremoti e delle relative repliche.
Situazione sotto monitoraggio
Le principali agenzie sismologiche internazionali hanno confermato l’evento, con valori molto simili di magnitudo ed epicentro. Al momento non risultano segnalazioni di danni rilevanti né di conseguenze gravi per la popolazione.
Come avviene in questi casi, i dati potranno essere aggiornati nelle prossime ore qualora emergano nuove informazioni dalle reti di monitoraggio sismico.




