Un terremoto di magnitudo 5.8 è stato registrato nel Pacifico meridionale, a circa 274 chilometri a sud-est di Levuka, nelle Figi, nella mattinata di lunedì 6 luglio 2026 (ora locale). Secondo i dati delle principali agenzie sismologiche, l’evento si è verificato alle 02:22 locali (GMT+12), corrispondenti alle 14:22 UTC del 5 luglio.
L’epicentro è stato localizzato in mare aperto, mentre l’ipocentro è stato individuato a una profondità di 686 chilometri, un valore particolarmente elevato che ha contribuito a ridurre in modo significativo gli effetti del terremoto in superficie.
Profondità elevata e scuotimento limitato
Nonostante la magnitudo, il sisma ha prodotto un’intensità stimata pari a II della scala Mercalli Modificata, classificata come scuotimento molto debole.
La notevole profondità dell’evento ha infatti attenuato l’energia trasmessa al suolo, limitando la percezione del terremoto nelle aree abitate più vicine.
Valutazione del rischio
Le stime diffuse dall’USGS (United States Geological Survey) indicano un livello di allerta verde, il più basso nella scala di valutazione degli impatti.
Secondo le analisi:
- il rischio di vittime è considerato molto basso;
- i danni economici previsti sono minimi;
- è altamente improbabile che lo scuotimento abbia raggiunto livelli pericolosi nelle zone popolate.
Le probabilità elaborate dall’agenzia indicano inoltre che è estremamente improbabile il verificarsi di perdite economiche significative o di conseguenze rilevanti per la popolazione.
Le località più vicine all’epicentro
Le aree abitate più prossime al terremoto si trovano nelle Tonga, a oltre 400 chilometri dall’epicentro.
Tra i principali centri interessati figurano:
- Nukunuku, circa 409 km dall’epicentro;
- Nuku’alofa, capitale delle Tonga, a circa 419 km;
- Fua’amotu;
- Kolonga;
- ‘Ohonua;
- Neiafu.
In tutte queste località l’intensità prevista delle scosse è rimasta classificata come molto debole.
Nessuna scossa di assestamento registrata
Al momento dell’ultimo aggiornamento non erano state rilevate scosse di assestamento collegate all’evento principale.
Le autorità scientifiche continuano comunque il monitoraggio dell’area, poiché terremoti di questa magnitudo possono essere seguiti da eventi sismici di minore intensità nei giorni o nelle settimane successive.
Un’area tra le più sismicamente attive del pianeta
La regione delle Figi rappresenta una delle zone con la maggiore attività sismica al mondo. Le statistiche storiche mostrano che entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente:
- circa 3 terremoti di magnitudo pari o superiore a 5 ogni anno;
- un terremoto di magnitudo 6 o superiore ogni quattro anni circa;
- un evento di magnitudo 7 o superiore mediamente ogni tre decenni.
Prima del sisma del 6 luglio 2026, l’evento più intenso registrato nella stessa area risaliva al 2 marzo 2024, anch’esso di magnitudo 5.8, mentre il terremoto più forte documentato nella regione dal 1900 rimane quello di magnitudo 8.1 avvenuto nell’agosto 2018.




