Un forte terremoto di magnitudo 6.9 ha colpito il Giappone nella mattinata di oggi giovedì 25 giugno 2026, alle 07:30 ora locale (GMT+9). L’epicentro è stato localizzato 30 chilometri a est-nord-est di Kuji, lungo la costa orientale dell’isola di Honshu, mentre l’evento si è verificato a una profondità di 51 chilometri.
Il terremoto è stato confermato e rivisto manualmente dagli esperti, sulla base dei dati raccolti da oltre 110 stazioni sismiche.
Scossa percepita da milioni di persone
Le stime preliminari dello US Geological Survey (USGS) indicano che il sisma potrebbe essere stato avvertito da circa 4,8 milioni di persone.
La maggior parte della popolazione interessata ha sperimentato uno scuotimento di intensità:
- IV (Leggera) per oltre 3 milioni di persone;
- V (Moderata) per circa 1,4 milioni;
- VI (Forte) per circa 345 mila persone nelle aree più vicine all’epicentro.
L’intensità massima prevista non avrebbe superato il grado VI della scala Mercalli modificata (MMI), un livello che può provocare danni generalmente lievi o moderati, soprattutto agli edifici più vulnerabili.
Dove è stato avvertito il terremoto
Il terremoto è stato percepito in una vasta porzione del Giappone.
Tra le principali città interessate figurano:
- Muroran, dove è stato stimato uno scuotimento moderato;
- Sapporo, distante circa 315 chilometri dall’epicentro, con intensità leggera;
- Tokyo, a circa 553 chilometri di distanza, dove numerosi residenti hanno riferito di aver avvertito chiaramente la scossa.
Sono arrivate inoltre segnalazioni anche da località molto lontane dall’epicentro, comprese Osaka, a oltre 850 chilometri, dove alcuni utenti hanno descritto un lento e prolungato oscillamento degli edifici.
Rischio di danni e vittime: allerta verde
Secondo il sistema PAGER dell’USGS, il terremoto è classificato con allerta verde, il livello più basso per quanto riguarda il rischio di conseguenze gravi.
Le valutazioni indicano:
- oltre il 90% di probabilità che non vi siano vittime direttamente causate dal sisma;
- una probabilità limitata di registrare tra 1 e 10 vittime;
- perdite economiche previste generalmente inferiori a 1 milione di dollari.
La valutazione favorevole è dovuta sia all’intensità dello scuotimento nelle aree maggiormente popolate sia alla buona qualità delle costruzioni antisismiche presenti in gran parte del Giappone.
Un’area ad alta attività sismica
L’area interessata dal terremoto rientra tra le zone più sismicamente attive del pianeta.
Le statistiche storiche mostrano che entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente:
- circa 1.900 terremoti all’anno di magnitudo 2 o superiore;
- un terremoto di magnitudo 6 o superiore ogni due anni circa;
- un terremoto di magnitudo 7 o superiore ogni 12-13 anni.
Dal 1900 la regione ha registrato almeno dieci terremoti di magnitudo pari o superiore a 7, confermando l’elevata pericolosità sismica dell’area.
Monitoraggio in corso
Le autorità e i centri di monitoraggio continuano ad analizzare l’evoluzione della situazione e l’eventuale sequenza di repliche. Al momento non emergono indicazioni di danni estesi o di un elevato numero di vittime, ma il monitoraggio resta costante, come avviene dopo ogni forte terremoto registrato nell’arcipelago giapponese.
Il sisma rappresenta l’ennesima conferma dell’intensa attività tettonica che caratterizza il Giappone, uno dei Paesi più esposti al rischio sismico a livello mondiale e dotato di uno dei sistemi di prevenzione e monitoraggio più avanzati.




