Un forte terremoto di magnitudo 6.2 ha colpito il Mare delle Filippine nel pomeriggio di lunedì 15 giugno 2026. L’epicentro è stato localizzato a circa 104 chilometri a sud-est di Mati, nella provincia di Davao Oriental, mentre la profondità stimata è stata di 112 chilometri, un valore considerato intermedio-profondo.
Secondo i dati revisionati dall’US Geological Survey (USGS), il sisma si è verificato alle 17:18 ora locale (GMT+8) ed è stato registrato da decine di stazioni sismiche. Le diverse agenzie internazionali hanno fornito stime leggermente differenti della magnitudo, comprese tra 6.2 e 6.6, una variazione comune nelle prime ore successive a un evento sismico.
Possibile relazione con il terremoto di magnitudo 7.8 della settimana precedente
Gli esperti ritengono che il terremoto possa essere collegato al potente sisma di magnitudo 7.8 avvenuto nel Mare di Celebes l’8 giugno 2026. Per questo motivo, l’evento viene considerato un possibile aftershock della forte attività sismica che ha interessato la regione nelle ultime settimane.
Scosse avvertite da milioni di persone
Le stime preliminari indicano che oltre 8,8 milioni di persone potrebbero aver percepito il terremoto tra Filippine e Indonesia. La maggior parte della popolazione ha sperimentato uno scuotimento classificato tra i livelli II e IV della scala Mercalli modificata (MMI), corrispondente a un’intensità da molto debole a leggera.
Le aree dove il sisma è stato maggiormente percepito includono:
- Mati
- Davao City
- General Santos
- Malita
- Panabo
- Koronadal
Numerose testimonianze raccolte dagli utenti riportano oscillazioni di lampade, finestre e mobili, senza segnalazioni diffuse di danni strutturali.
Perché i danni sono stati limitati
Nonostante la magnitudo elevata, la notevole profondità dell’evento ha contribuito a ridurre l’intensità delle scosse in superficie. I terremoti profondi tendono infatti a disperdere parte dell’energia prima che raggiunga le aree abitate.
Secondo le valutazioni preliminari dell’USGS, lo scuotimento massimo nelle zone popolate non avrebbe superato il livello IV della scala MMI, un’intensità generalmente insufficiente a provocare danni significativi agli edifici.
Rischio vittime e impatto economico
Le analisi automatiche dell’USGS classificano l’evento con un livello di allerta verde, il più basso nella scala di rischio per vittime e perdite economiche.
Le probabilità stimate indicano:
- Oltre il 90% di possibilità che non vi siano vittime dirette.
- Circa il 9% di probabilità che si registrino da 1 a 10 vittime.
- Probabilità inferiore all’1% di conseguenze più gravi.
Anche sul fronte economico, il rischio viene considerato contenuto, con danni potenziali limitati e perdite generalmente inferiori a 1 milione di dollari.
Un’area ad altissima attività sismica
La zona interessata dal terremoto rientra tra le aree più attive dal punto di vista geologico dell’intero Pacifico. I dati storici mostrano che entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente:
- Circa 0,5 terremoti di magnitudo superiore a 6 ogni anno.
- Oltre 9 terremoti di magnitudo superiore a 5 ogni anno.
- Più di 100 terremoti di magnitudo superiore a 4 annualmente.
Dal 1900 sono inoltre stati registrati almeno due terremoti superiori a magnitudo 8 nell’area, confermando l’elevata pericolosità sismica della regione.
Monitoraggio in corso
Le autorità e i centri sismologici internazionali continuano a monitorare l’evoluzione della situazione. Al momento non risultano segnalazioni diffuse di danni gravi o vittime, ma eventuali aggiornamenti potrebbero modificare le valutazioni iniziali man mano che verranno raccolti nuovi dati dal territorio.




