Un terremoto di magnitudo 6.3 è stato registrato nel Pacifico meridionale, al largo del Regno di Tonga, nella regione di Hihifo. La scossa si è verificata alle 19:34 ora italiana (le 06:34 locali di lunedì 20 aprile).
Secondo i dati diffusi dagli istituti di monitoraggio, l’epicentro è stato localizzato in mare, a breve distanza dalle isole di Samoa e Samoa Americane, in un’area nota per la sua intensa attività sismica.
Profondità ed effetti del sisma
Il sisma ha avuto un ipocentro di circa 14 chilometri di profondità, un valore relativamente basso che può aumentare la percezione delle scosse nelle zone più vicine.
Nonostante ciò, al momento non si registrano danni gravi né conseguenze rilevanti per la popolazione, anche grazie alla distanza dell’epicentro dalle principali aree abitate.
Una zona ad alta attività sismica
L’area di Tonga si trova lungo la cosiddetta Cintura di Fuoco del Pacifico, una delle regioni più attive dal punto di vista geologico. Qui la placca pacifica si muove sotto la placca indo-australiana attraverso un processo di subduzione, generando frequenti terremoti.
Le faglie presenti sono principalmente di tipo compressivo, ma possono produrre movimenti complessi e scosse di diversa intensità, talvolta accompagnate da fenomeni come tsunami o attività vulcanica.
Rischio sismico nel Pacifico meridionale
Il rischio sismico a Tonga è considerato elevato proprio per la continua interazione tra le placche tettoniche. Terremoti superiori a magnitudo 6 possono provocare danni strutturali e, in alcuni casi, generare onde anomale.
Le autorità locali dispongono di sistemi di monitoraggio avanzati, ma la vulnerabilità resta significativa, soprattutto nelle isole più isolate.
Precedenti e attività recente
La regione è storicamente soggetta a eventi sismici importanti. Non sono rari terremoti superiori a magnitudo 7, spesso collegati anche ad attività vulcanica, come dimostrato dall’eruzione dell’Hunga Tonga-Hunga Ha’apai nel 2022.
Il sisma registrato oggi, pur rientrando nella norma per l’area, conferma l’elevata instabilità geologica della zona e la necessità di mantenere alta l’attenzione sui fenomeni naturali nel Pacifico meridionale.




