Nel torneo più iconico e tradizionale del tennis mondiale, Wimbledon, una regola continua a distinguere questo evento da tutti gli altri: i giocatori devono vestirsi quasi interamente di bianco. Una tradizione che ha radici profonde e che, anno dopo anno, resiste a qualsiasi tendenza o cambiamento stilistico.
La regola risale al 1877, anno in cui l’All England Lawn Tennis and Croquet Club organizzò le prime partite. All’epoca, il bianco fu scelto non per stile, ma per mascherare le macchie di sudore, considerate antiestetiche in un contesto aristocratico.
I campioni del 2025 in total white, anche se a malincuore
Anche quest’anno, da Carlos Alcaraz a Jannik Sinner, fino a Novak Djokovic e Jasmine Paolini, tutti i protagonisti di Wimbledon 2025 si sono adeguati al rigoroso dress code in bianco.
- Alcaraz ha abbandonato le sue iconiche righe del Roland Garros
- Sinner ha optato per una classica polo bianca
- Djokovic ha rinunciato al rosso Lacoste
C’è chi ha provato a distinguersi comunque, come Lorenzo Musetti, che si è presentato con una giacca firmata Bottega Veneta, di cui è ambassador. Ma, stile a parte, è uscito al primo turno.
Le regole del total white: un decalogo severissimo
Sul sito ufficiale del torneo è disponibile un decalogo dettagliato che non lascia spazio a interpretazioni:
- Tutto l’abbigliamento dev’essere quasi completamente bianco
- Sono vietati bianco sporco, crema e motivi vistosi
- È ammesso solo un bordo colorato (max 10 mm) su collo, maniche, pantaloncini
- Anche scarpe, lacci e suole devono essere completamente bianchi
- Intimo visibile? Deve essere bianco
- Berretti, polsini e calze seguono le stesse regole
- Logo e grafiche troppo appariscenti? Non consentiti
- Anche i supporti medici devono essere bianchi, quando possibile
Queste regole valgono per i match ufficiali, mentre nei campi d’allenamento dell’Aorangi Park si applica un codice più rilassato.
L’unica eccezione: il caso Ucraina
Nel 2022, per la prima volta, Wimbledon ha concesso una deroga simbolica: ai tennisti è stato permesso di indossare piccoli dettagli colorati per esprimere solidarietà al popolo ucraino. Polsini, magliette e pantaloncini hanno così sfoggiato i colori giallo e blu, ma sempre nel rispetto di linee guida precise.
Il club dei ribelli: da Federer alle suole arancioni
Non sono mancati negli anni i tentativi di infrangere (o interpretare creativamente) la regola del bianco.
Nel 2009, Roger Federer si presentò con una giacca bianca e inserti dorati, in abbinamento con una borsa firmata Nike.
Nel 2013, lo stesso Federer fu multato per aver indossato scarpe bianche con la suola arancione.
Tradizione o ostinazione?
La regola del bianco a Wimbledon è oggi uno dei simboli più forti della tradizione tennistica, ma anche tra i più controversi. Mentre il mondo del tennis evolve, sperimenta nuovi materiali e stili, Wimbledon continua a imporsi come baluardo dell’eleganza classica, attirando critiche e fascino in egual misura.




