Vueling, compagnia aerea del gruppo IAG, ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede 82 licenziamenti presso la base di Roma Fiumicino a partire da febbraio 2026. Il taglio coinvolgerà:
- 14 comandanti
- 12 primi ufficiali
- 56 assistenti di volo
Un ridimensionamento drastico, che riguarda oltre il 67% dell’organico attualmente in forza a Fiumicino, pari a 122 unità.
Cancellate cinque rotte internazionali
Oltre alla riduzione del personale, Vueling ha comunicato il taglio di cinque rotte dirette in partenza da Fiumicino:
- Parigi Orly
- Londra Gatwick
- Malaga
- Valencia
- Santorini
Gli aeromobili basati a Roma passeranno da quattro a tre, segnando una frenata netta nel mercato italiano per il vettore low cost spagnolo.
La strategia: efficienza e competitività
Il taglio rientra in un piano di “ottimizzazione” per rendere l’azienda “più efficiente e snella”, in risposta alle crescenti pressioni del mercato globale dell’aviazione commerciale.
Nelle due basi italiane, la presenza di Vueling sarà così distribuita:
- Fiumicino: resteranno solo 40 lavoratori (6 piloti, 6 primi ufficiali e 28 assistenti di volo)
- Firenze: attualmente 64 lavoratori (3 piloti, 13 primi ufficiali, 48 assistenti) non coinvolti nel piano
Apertura al dialogo, ma le sigle sindacali insorgono
L’azienda ha annunciato l’intenzione di avviare un confronto con i sindacati nelle prossime settimane, dichiarando la volontà di collaborare per mitigare l’impatto sui dipendenti coinvolti.
Ma le reazioni sindacali non si sono fatte attendere. La Filt Cgil ha definito il piano “inaccettabile”, accusando la compagnia di voler liquidare il personale senza considerare gli strumenti previsti dalla legge italiana.
“Per noi sarà fondamentale l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per tutelare il personale coinvolto, che da anni sostiene con professionalità la compagnia” – ha affermato la Filt Cgil.
Incertezza per il futuro della compagnia in Italia
Il caso Vueling apre un nuovo fronte nel settore dell’aviazione italiana, già sotto pressione da tempo tra concorrenza feroce, ristrutturazioni e sfide post-pandemia. Il taglio di rotte e personale a Fiumicino rischia di ridurre l’attrattività dello scalo romano per i voli internazionali a basso costo, mentre i lavoratori restano in attesa di risposte concrete.




