Poteva trasformarsi in tragedia il volo Ryanair FR3418, decollato da Pisa e diretto inizialmente a Glasgow-Prestwick, lo scorso 3 ottobre. Dopo tre tentativi di atterraggio falliti a causa delle condizioni meteo estreme, l’aereo è stato costretto a dirottare su Manchester, dove è atterrato con appena 220 chili di carburante a bordo, sufficienti per circa sei minuti di volo.
L’allarme è scattato quando i piloti hanno dichiarato emergenza per carburante insufficiente, una condizione definita in gergo tecnico “fuel mayday”. Secondo quanto riportato dall’Aviation Safety Network, il velivolo ha dovuto affrontare venti fino a 160 km/h, generati dalla tempesta Amy che ha colpito il Regno Unito in quelle ore.
Aperta un’indagine dell’Aviazione britannica
L’Air Accidents Investigation Branch (AAIB), l’agenzia del governo britannico incaricata di analizzare gli incidenti aerei, ha annunciato l’apertura di un’indagine per fare luce su quanto accaduto.
Nel frattempo, la compagnia Ryanair ha comunicato di aver già notificato l’accaduto alle autorità competenti e ha scelto di non rilasciare dichiarazioni, sottolineando che collaborerà pienamente con le indagini.
Caos in volo tra tentativi falliti e turbolenze
Il decollo dall’aeroporto Galileo Galilei di Pisa era stato già ritardato dalla presenza di manifestanti sulla pista, ma le difficoltà maggiori si sono presentate durante l’avvicinamento alla Scozia.
Secondo la testimonianza del passeggero Alexander Marchi, raccolta dal quotidiano Ayr Advertiser, l’aereo ha iniziato a incontrare forti turbolenze durante la discesa verso Prestwick. I piloti hanno tentato due volte di atterrare senza successo, prima di dirigersi verso Edimburgo, dove si è verificato un ulteriore tentativo fallito.
“Durante ogni tentativo di atterraggio l’aereo frenava bruscamente all’ultimo momento, riprendendo quota”, ha raccontato Marchi. La manovra finale ha portato il volo a Manchester, con livelli di carburante ai limiti della sicurezza.
L’arrivo a Manchester e le ore d’attesa
L’aereo è finalmente atterrato a Manchester, ma solo dopo aver affrontato oltre due ore di incertezza in volo. Secondo i passeggeri, nessuno era consapevole della gravità della situazione fino all’arrivo.
Alcuni viaggiatori hanno riportato malori a causa della turbolenza, ma a bordo non si è registrato panico. Dopo un’ora di attesa sulla pista, i passeggeri sono stati trasferiti in pullman verso la destinazione originaria. Il viaggio, previsto per la serata del 3 ottobre, si è concluso alle 4:15 del mattino successivo, con oltre dieci ore di ritardo.




