Un terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito il Mare di Banda, in Indonesia, nella tarda serata di lunedì 24 agosto 2026. La scossa è stata registrata alle 23:10 ora locale (GMT+9), corrispondenti alle 14:10 UTC, con epicentro nelle acque della provincia indonesiana di Maluku, a nord dell’area di Pulau Romang.
Secondo i dati riportati, l’epicentro è stato localizzato alle coordinate 6.6264°S e 127.4598°E, mentre la profondità indicata dall’USGS è di circa 10 chilometri. Quest’ultimo valore può tuttavia rappresentare una stima standard quando la profondità non è ancora determinata con elevata precisione.
Terremoto avvertito tra Indonesia e Timor Est
La forte scossa potrebbe essere stata percepita da oltre 82 mila persone tra Indonesia e Timor Est. Le stime preliminari indicano circa 67.200 persone potenzialmente esposte in Indonesia e 15.600 a Timor Est.
Nelle aree abitate maggiormente interessate, tuttavia, lo scuotimento previsto non avrebbe generalmente superato il livello IV della scala Mercalli Modificata (MMI), corrispondente a un’intensità leggera.
Tra le località più vicine figura Tiakur, in Indonesia, situata a circa 173 chilometri a sud dell’epicentro, dove la scossa potrebbe essere stata avvertita con intensità IV. Valori analoghi sono stimati anche per alcune località di Timor Est, tra cui Tutuala, Lautem e Lospalos.
A Dili, capitale di Timor Est e distante circa 299 chilometri dall’epicentro, lo scuotimento sarebbe stato invece debole, con un’intensità stimata pari al livello III della scala MMI.
Allerta verde per vittime e danni
Nonostante la magnitudo significativa, le prime valutazioni sull’impatto risultano rassicuranti. Il sistema di allerta dell’USGS ha assegnato all’evento un livello verde sia per il rischio di vittime sia per le possibili perdite economiche.
La valutazione è legata soprattutto alla posizione dell’epicentro, relativamente lontana dalle zone densamente popolate, e all’intensità dello scuotimento prevista nei centri abitati.
Secondo le stime riportate, esiste una probabilità del 90,4% che non si registrino vittime direttamente causate dallo scuotimento e una probabilità del 9,1% che il bilancio sia compreso tra una e dieci vittime. La possibilità di un numero superiore viene indicata sotto l’1%.
Anche sul fronte economico l’impatto previsto è contenuto: la probabilità che le perdite rimangano nella fascia compresa tra zero e un milione di dollari è stimata al 90,4%.
Le rilevazioni delle agenzie sismiche
Il terremoto è stato rilevato da numerose reti internazionali. I valori pubblicati dalle diverse agenzie risultano complessivamente vicini, pur presentando alcune differenze nella stima della magnitudo e soprattutto della profondità.
L’USGS ha indicato una magnitudo di 6.0 e una profondità di 10 chilometri. GFZ, INGV, BMKG e Geoscience Australia hanno invece riportato una magnitudo di 6.1. L’INGV ha stimato una profondità di circa 9 chilometri, mentre l’agenzia indonesiana BMKG ha indicato 39 chilometri.
Le differenze tra le prime determinazioni sono normali nelle fasi successive a un terremoto, quando le agenzie elaborano e aggiornano progressivamente i dati provenienti dalle rispettive reti sismiche.
Registrata una scossa di assestamento
Nelle ore successive all’evento principale è stata rilevata almeno una scossa di assestamento di magnitudo 5.0.
Il nuovo terremoto si è verificato circa cinque ore dopo la scossa principale, a una distanza di appena 8,6 chilometridall’area del primo epicentro e con profondità indicata in circa 10 chilometri.
Dopo terremoti di magnitudo superiore a 5 è comune che si verifichino repliche sismiche, che possono proseguire per giorni, settimane o anche periodi più lunghi.
Un’area caratterizzata da elevata attività sismica
Il Mare di Banda e l’arcipelago indonesiano sono interessati da una significativa attività tettonica. I dati storici riportati per un raggio di 100 chilometri attorno all’epicentro indicano un livello elevato di sismicità.
Dal 1900 sarebbero stati registrati nell’area almeno nove terremoti con magnitudo superiore a 6. Sulla base delle statistiche disponibili, eventi di questa intensità si verificano nella zona mediamente ogni 10-15 anni.
Per i terremoti di magnitudo 4 o superiore, la frequenza media stimata è invece di circa 33 eventi all’anno entro 100 chilometri dall’epicentro.




