Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5.6 ha interessato l’Indonesia orientale mercoledì 2 settembre 2026. Il sisma è avvenuto alle 09:04 ora locale di Jayapura, corrispondenti alle 00:04 UTC.
Secondo i dati riportati, l’epicentro è stato individuato alle coordinate 3.2239°S e 139.3456°E, nell’area di Kabupaten Sarmi, a circa 58 chilometri a nord-est di Kobakma.
La profondità definitiva indicata è di circa 69 chilometri. I parametri del terremoto sono stati progressivamente aggiornati dalle diverse agenzie sismologiche nelle ore successive alla scossa.
I dati delle agenzie sismiche
Le prime rilevazioni hanno mostrato alcune differenze nella valutazione della magnitudo e della profondità. Il dato principale riportato dall’USGS (United States Geological Survey) indica una magnitudo 5.6 e una profondità di circa 69 chilometri.
Altre agenzie hanno fornito valori leggermente differenti. Il BMKG, l’agenzia indonesiana di meteorologia, climatologia e geofisica, ha indicato magnitudo 5.3 e una profondità di 70 chilometri, mentre il GFZ tedesco ha stimato una magnitudo intorno a 5.46.
Anche l’European-Mediterranean Seismological Centre (EMSC) ha riportato una magnitudo pari a 5.6.
Le differenze tra le prime rilevazioni sono normali: i parametri di un terremoto possono essere rivisti man mano che vengono analizzati i dati provenienti da un numero maggiore di stazioni sismiche.
Scosse avvertite vicino all’epicentro
Secondo le stime disponibili, lo scuotimento massimo nelle aree abitate avrebbe raggiunto il livello IV della scala Mercalli Modificata (MMI), corrispondente a uno scuotimento leggero.
Tra le località più vicine all’epicentro figura Kobakma, con circa 13 mila abitanti, situata a 58 chilometri di distanza. Scosse leggere potrebbero essere state percepite anche a Elelim, distante circa 72 chilometri.
Tra le altre località potenzialmente interessate figurano Wamena, Karubaga e Tiom, mentre nelle zone più lontane, comprese Sentani, Abepura e Jayapura, lo scuotimento stimato è stato generalmente debole.
Al momento dei dati riportati nella fonte, non risultavano segnalazioni dirette da parte della popolazione.
Oltre 2,5 milioni di persone potenzialmente esposte
Le stime preliminari attribuite all’USGS indicano che circa 2,56 milioni di persone potrebbero essere state esposte alle vibrazioni provocate dal terremoto tra Indonesia e Papua Nuova Guinea.
La grande maggioranza della popolazione interessata, tuttavia, si sarebbe trovata in aree caratterizzate da uno scuotimento molto debole o debole, compreso tra i livelli II e III della scala MMI.
Circa 188 mila persone sarebbero invece state esposte a uno scuotimento di livello IV, classificato come leggero.
Rischio di vittime e danni classificato come basso
La valutazione preliminare dell’impatto del terremoto è stata classificata dall’USGS con livello verde, il grado più basso della relativa scala di allerta.
I modelli indicano quindi una bassa probabilità di vittime e danni economici rilevanti. Lo scuotimento nelle aree popolate non avrebbe raggiunto intensità considerate particolarmente pericolose.
Per quanto riguarda le vittime, la stima riportata assegna una probabilità del 90,4% che non si registrino morti direttamente causate dallo scuotimento e una probabilità del 9,1% di un bilancio compreso tra una e dieci vittime. La possibilità di un numero superiore risulta inferiore all’1%.
Anche sul fronte economico l’impatto previsto è contenuto, con una probabilità del 90,4% che le perdite complessive rimangano comprese tra zero e un milione di dollari.
Nessuna scossa di assestamento registrata inizialmente
Al momento dell’ultimo aggiornamento riportato, non erano state registrate scosse di assestamento.
Terremoti di magnitudo superiore a 5 possono comunque essere seguiti da eventi sismici più piccoli nella stessa zona. Queste scosse possono verificarsi nei giorni o nelle settimane successive all’evento principale.
Sulla base della magnitudo, viene inoltre stimata in via preliminare una superficie di rottura della faglia di circa 40 chilometri quadrati, con una lunghezza della zona interessata nell’ordine degli 11 chilometri.
Un’area caratterizzata da elevata attività sismica
La regione interessata dal terremoto presenta un livello molto elevato di attività sismica. Secondo le statistiche riportate, entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente circa 162 terremoti all’anno considerando gli eventi di magnitudo 2 o superiore.
In media vengono registrati circa quattro terremoti di magnitudo 5 o superiore ogni anno, mentre gli eventi di magnitudo 6 o superiore hanno una frequenza stimata di circa uno ogni tre anni.
Dal 1900 nell’area sarebbero inoltre avvenuti almeno tre terremoti di magnitudo superiore a 7, un dato che conferma l’importante attività tettonica della regione.
Il terremoto del 2 settembre 2026, pur essendo stato classificato come forte in termini di magnitudo, secondo le prime valutazioni non avrebbe quindi prodotto livelli di scuotimento tali da determinare conseguenze gravi nelle principali aree abitate.




