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U.S. Open 2026, Scheffler sogna il Career Grand Slam a Shinnecock Hills

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Lo Shinnecock Hills Golf Club torna al centro della scena mondiale ospitando la 126ª edizione dello U.S. Open, uno dei tornei più prestigiosi del golf internazionale. Per il leggendario percorso di Southampton, nello Stato di New York, si tratta della sesta apparizione nella storia del Major americano.

La prima edizione disputata su questo campo risale al 1896, quando a imporsi fu James Foulis. Dopo decenni lontano dai riflettori, Shinnecock Hills è rientrato stabilmente nella rotazione dei Major a partire dal 1986, diventando una delle sedi più iconiche dello U.S. Open. L’ultima edizione giocata qui è stata quella del 2018, vinta da Brooks Koepka con uno score finale di +1, l’ultima volta in cui il campione del torneo ha concluso sopra il par.

Scottie Scheffler a caccia della storia

L’uomo più atteso della settimana è senza dubbio Scottie Scheffler. Il numero uno del ranking mondiale ha l’opportunità di completare il Career Grand Slam, un traguardo riservato a pochissimi campioni nella storia del golf.

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L’eventuale successo assumerebbe un significato ancora più speciale perché potrebbe arrivare proprio nel giorno del suo trentesimo compleanno. Nonostante il suo status di favorito, alcuni aspetti del suo gioco, in particolare gli approcci al green, non hanno mostrato la consueta continuità durante la stagione 2026, lasciando spazio a diversi contendenti.

Fleetwood e Fitzpatrick guidano la pattuglia inglese

Tra i candidati più credibili alla vittoria figura Tommy Fleetwood, protagonista di un eccellente momento di forma. L’inglese conserva ottimi ricordi di Shinnecock Hills, dove nel 2018 firmò uno straordinario giro in 63 colpi che gli valse il secondo posto finale. Le recenti prestazioni, con due piazzamenti nella top 5 nelle ultime quattro apparizioni, confermano il suo stato di fiducia.

Attenzione anche a Matt Fitzpatrick, autore di una stagione estremamente solida. Il britannico ha già conquistato cinque podi nel 2026 e si presenta allo U.S. Open da leader della FedEx Cup, confermando la propria candidatura tra i protagonisti principali del torneo.

McIlroy e Rahm cercano riscatto

Tra i nomi più attesi spicca anche Rory McIlroy, chiamato ad affrontare un ricordo poco piacevole. Proprio a Shinnecock Hills, nel 2018, il nordirlandese mancò il taglio per l’ultima volta nello U.S. Open, un episodio che rappresenta ancora una delle rare ombre nella sua carriera nel torneo.

Motivazioni elevate anche per Jon Rahm, desideroso di lasciarsi alle spalle la delusione maturata al PGA Championship e tornare a competere per un titolo Major. Nella lista dei possibili outsider di lusso trovano spazio anche Xander Schauffele e Tyrrell Hatton, entrambi considerati tra i giocatori più competitivi dell’attuale panorama mondiale.

Le storie da seguire: Celli, Koivun, Russell e Harrington

Come ogni Major, anche lo U.S. Open porta con sé racconti capaci di andare oltre la lotta per il titolo. In chiave italiana riflettori puntati su Filippo Celli, che torna a disputare un Major quattro anni dopo la sua brillante partecipazione all’Open Championship del 2022. Per il romano si tratta di una preziosa occasione per rilanciare una stagione finora complicata.

Negli Stati Uniti cresce invece l’attesa per Jackson Koivun, considerato uno dei talenti più promettenti del golf americano. Dopo aver dominato il circuito universitario, il giovane statunitense si appresta a disputare l’ultimo torneo da dilettante prima del passaggio al professionismo.

Curiosa anche la differenza generazionale presente nel field. Il più giovane partecipante sarà Miles Russell, appena 17 anni, mentre il veterano del torneo sarà Padraig Harrington, 54 anni, tre volte campione Major e ancora protagonista nel circuito senior internazionale.

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