Il conto alla rovescia è finito: Oakmont Country Club, in Pennsylvania, è pronto a riaccogliere l’élite del golf per la 125ª edizione dello U.S. Open. In programma da giovedì 12 a domenica 15 giugno 2025, il torneo promette uno spettacolo unico su un tracciato che non perdona. Con i suoi green rapidi come vetro, rough penalizzanti e il celebre Church Pew bunker, Oakmont rappresenta un banco di prova estremo. Par 70, oltre 7.300 yard, zero margine di errore: qui si vince solo con testa, coraggio e precisione.
Oakmont, la cattedrale americana del golf
La storia del golf americano passa da qui. Oakmont ospita lo U.S. Open per la decima volta, un primato che la dice lunga sull’importanza di questo percorso. Da Ben Hogan a Jack Nicklaus, da Johnny Miller a Ernie Els, i più grandi sono passati da qui lasciando il segno. Ma Oakmont non guarda solo al passato: il club è stato designato Anchor Site dalla USGA e ospiterà il major anche nel 2033, 2042 e 2049.
A dimostrazione dell’interesse globale per l’evento, quest’anno sono state oltre 10.200 le richieste d’iscrizione arrivate alla USGA, cifra record assoluta. Le qualificazioni si sono svolte in 110 sedi locali e 13 finali internazionali, tra cui Canada, Inghilterra e Giappone, rendendo il percorso di accesso tra i più selettivi nella storia del torneo.
Il field 2025: una line-up stellare
Saranno 156 i giocatori in gara, tra grandi campioni e rivelazioni internazionali. Spicca il nome del campione in carica Bryson DeChambeau, tornato in grande forma e determinato a difendere il titolo. Con lui il numero uno del mondo Scottie Scheffler e l’intramontabile Rory McIlroy, a caccia di un nuovo trionfo in Major. Attesa anche per Joaquín Niemann, primo giocatore del circuito LIV Golf a rientrare ufficialmente tra gli esenti grazie alla top 3 nel ranking mondiale: un segnale forte che sottolinea la volontà di riconciliare tutte le anime del golf professionistico.
Cosa rende unico questo U.S. Open
Quella del 2025 si preannuncia come un’edizione memorabile, e non solo per il prestigio del palcoscenico. Ecco perché questo U.S. Open sarà da ricordare:
- Un percorso spietato: Oakmont non concede tregua e metterà alla prova ogni aspetto del gioco, fisico e mentale.
- Una rivalità da copertina: DeChambeau, Scheffler e McIlroy accendono il duello ai vertici, ma attenzione al giovane emergente Ludvig Åberg pronto a inserirsi nel discorso.
- Una svolta storica: la presenza di protagonisti del LIV Tour segna un momento di riconciliazione e nuova apertura per il mondo del golf.
- Un montepremi da record: con cifre che superano i 21,5 milioni di dollari, il torneo conferma la sua centralità nel panorama professionistico.




