Momenti di terrore a Sydney, dove un ragazzo di 13 anni sta lottando per la vita dopo essere stato gravemente ferito in un attacco di squalo. Il drammatico incidente si è verificato nel pomeriggio di domenica 18 gennaio (ora locale) a Shark Beach, una spiaggia situata nel quartiere costiero di Vaucluse, nella zona orientale del porto della città.
Secondo le prime informazioni fornite dalla polizia australiana, il giovane ha riportato ferite multiple compatibili con il morso di un grosso squalo. Le sue condizioni sono state giudicate critiche dai medici.
L’attacco fuori dalla zona protetta: chiuse le spiagge
Le prime ricostruzioni indicano che il ragazzo stava nuotando al di fuori della rete anti-squalo, installata a Nielsen Park. La barriera era stata seriamente danneggiata durante una forte mareggiata nell’aprile 2025, e riparata solo a dicembre. Tuttavia, sembra che il tredicenne si trovasse in una zona non sorvegliata, esposta a potenziali rischi.
In via precauzionale, Shark Beach è stata chiusa al pubblico, così come tutte le spiagge della zona portuale di Sydney, mentre le autorità stanno effettuando controlli e pattugliamenti per monitorare la presenza di squali nelle acque locali.
Una lunga scia di attacchi sulle coste australiane
Quello di ieri è l’ennesimo episodio di una lunga serie di attacchi di squali in Australia. Solo nel 2025, secondo il sito specializzato TrackingShark, si sono verificati 15 attacchi confermati, tra cui cinque mortali.
Tra i più gravi:
- A settembre, un uomo di 57 anni è stato ucciso a Long Reef, a nord di Sydney.
- A novembre, un turista svizzero di 25 anni ha perso la vita dopo un attacco a Kylies Beach, nel Crowdy Bay National Park.
- A marzo, una nuotatrice di circa 50 anni è stata aggredita da un presunto squalo toro a Gunyah Beach, vicino a Bundeena.
Emergenza squali: l’Australia monitora la costa
L’Australia è uno dei Paesi con il più alto numero di attacchi di squalo al mondo, e il governo locale ha implementato negli ultimi anni diverse misure di sicurezza: reti di protezione, droni, sistemi di tracciamento e chiusure temporanee delle spiagge.
Tuttavia, gli esperti avvertono che il cambiamento climatico, l’erosione costiera e le modifiche agli ecosistemi marini stanno rendendo questi episodi sempre più frequenti anche in aree abitate.
Le autorità hanno invitato i cittadini alla massima prudenza e a rispettare rigorosamente i divieti di balneazione, soprattutto nei tratti di costa non dotati di protezioni attive.




