Grave episodio nella notte del 10 aprile a Milano, dove un giovane automobilista ha investito un pedone in zona Darsena per poi fuggire senza prestare soccorso. Dopo un inseguimento tra le strade cittadine e l’autostrada, il responsabile è stato arrestato dalla Polizia Locale.
L’incidente in Darsena
L’investimento è avvenuto intorno all’1:45 in Piazza 24 Maggio. La vittima, un ragazzo di 26 anni, stava attraversando sulle strisce pedonali quando è stata travolta da una Ford Focus diretta verso via Gian Galeazzo.
L’impatto è stato violento: il giovane è stato sbalzato sullo spartitraffico, mentre l’auto ha proseguito la sua corsa senza fermarsi.
I soccorsi e le condizioni del ferito
Alcuni passanti hanno immediatamente allertato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i sanitari dell’AREU, che hanno trasportato il ferito in codice rosso all’ospedale Fatebenefratelli.
Il 26enne ha riportato una frattura a una gamba e un trauma cranico. Le sue condizioni sono serie ma non sarebbe in pericolo di vita.
La fuga e le indagini
Fondamentali per risalire al responsabile sono state le testimonianze e soprattutto le immagini registrate dalla dashcam di un tassista. Decisivo anche un dettaglio: la targa dell’auto rimasta sull’asfalto dopo l’impatto.
Grazie a questi elementi, gli agenti hanno avviato rapidamente le ricerche del veicolo coinvolto.
L’inseguimento tra Milano e l’autostrada
Poco dopo le 2:30, una pattuglia ha intercettato un’auto compatibile con quella segnalata in viale Cermenate: una Ford Focus senza targa e con evidenti danni.
All’alt degli agenti, il conducente non si è fermato, dando il via a un inseguimento prima per le strade di Milano e poi lungo l’Autostrada A7.
La fuga si è conclusa in un’area di servizio alle porte della città, dove il veicolo si è fermato dopo aver perso una gomma.
Arresto e accuse
Alla guida c’era un 20enne italiano, agente immobiliare, risultato positivo sia all’alcol test sia ai pre-test per sostanze stupefacenti.
Il giovane è stato arrestato con le accuse di omissione di soccorso e resistenza a pubblico ufficiale. Agli agenti avrebbe dichiarato di non essersi reso conto di aver investito una persona, pensando invece di aver urtato un ostacolo, e di essere fuggito in preda al panico.




