È stata identificata la vittima del tragico incidente stradale avvenuto nella mattinata di sabato 10 gennaio 2026 sull’autostrada A25, nel tratto compreso tra Celano e Pescina, in direzione Roma. A perdere la vita è stata Sidonia, 36 anni, di origine romena ma residente a Montesilvano, dove lavorava come barista.
La donna viaggiava a bordo di una Volkswagen con la figlia 18enne, un’amica di 34 anni e un uomo pescarese, ex compagno e amico. L’auto, per cause ancora in fase di accertamento, si è ribaltata improvvisamente lungo la carreggiata. L’impatto è stato fatale per la 36enne, mentre gli altri tre passeggeri sono rimasti feriti, ma non sarebbero in pericolo di vita.
Indagini in corso sulla dinamica dello schianto
L’incidente si è verificato intorno alle 11 del mattino, in un tratto autostradale rettilineo. Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica del ribaltamento, che ha provocato la morte della giovane mamma e causato il blocco temporaneo del traffico in direzione Roma.
La figlia maggiore, presente in auto al momento dello schianto, è stata trasportata in ospedale per accertamenti ma ha riportato solo lievi ferite. L’amica di famiglia, 34enne, ha subito contusioni, mentre il passeggero anteriore, un uomo originario del Pescarese, ha riportato traumi più seri, ma non si trova in condizioni critiche.
L’ultimo post sui social: “La forza dei sogni è più grande della paura”
A raccontare qualcosa in più di Sidonia è il suo profilo social, dove pochi giorni prima della tragedia aveva pubblicato alcuni post pieni di speranza. In uno di questi parlava di un intervento di chirurgia estetica affrontato con coraggio: “La forza dei sogni è più grande della paura”, scriveva la 36enne, parlando di un nuovo capitolo della sua vita, iniziato dopo anni di sacrifici e dedicato all’amore per se stessa.
Lascia due figlie, una di 18 e una di 11 anni. Il suo ricordo vive oggi nelle parole e nei sogni che aveva iniziato a condividere. Una vita spezzata troppo presto su un’autostrada che si è trasformata in teatro di dolore.




