A Milano un altro tram è uscito dai binari, il terzo episodio in appena dieci giorni. L’ultimo incidente si è verificato nella mattinata del 9 marzo 2026 a Rozzano, alle porte del capoluogo lombardo.
La carrozza centrale di un tram “Sirio” della linea 15 è deragliata poco dopo la ripartenza da una fermata, mentre il mezzo procedeva a bassa velocità. Non si registrano feriti.
L’episodio arriva a pochi giorni da un altro incidente simile: la sera del 7 marzo un tram “Jumbo” della linea 12, mentre rientrava in deposito, è uscito dalle rotaie vicino alla stazione Centrale a causa della presenza di un bullone sul binario.
La tragedia del 27 febbraio con due morti
I due episodi più recenti sono distinti dalla tragedia del 27 febbraio, quando il tram 9 è deragliato in viale Vittorio Veneto finendo contro un palazzo.
Il convoglio viaggiava quasi alla velocità massima di 50 km/h e l’impatto ha provocato due vittime, Ferdinando F. e Okon Johnson L., oltre a circa cinquanta feriti.
Su questo incidente è in corso un’inchiesta della Procura di Milano e della Polizia Locale, che dovrà stabilire se la causa sia da attribuire a errore umano, guasto tecnico o a una combinazione di fattori.
Analisi sul cellulare dell’autista indagato
Nell’indagine sullo schianto del tram di ultima generazione Tramlink, la Procura ha avviato l’analisi della copia forense dello smartphone del conducente, attualmente unico indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose.
Il tranviere, 60 anni, ha dichiarato di aver perso il controllo del mezzo dopo aver visto “tutto nero” per alcuni secondi, spiegando di aver subito poco prima una forte botta all’alluce del piede sinistro mentre stava caricando una sedia a rotelle.
Secondo il consulente della parte civile, tuttavia, il tempo trascorso tra il colpo e il presunto mancamento sarebbe troppo lungo per confermare l’ipotesi di sincope vasovagale.
Le verifiche sulla sicurezza del tram
Dalle prime ricostruzioni emerge che il tram avrebbe saltato una fermata e affrontato troppo velocemente una curva a sinistra. Inoltre non sarebbe stata attivata la deviazione dei binari, che avrebbe consentito al convoglio di proseguire diritto.
È stato anche confermato che la telecamera interna puntata sul conducente era spenta, in conformità alle norme sulla tutela dei lavoratori durante il servizio.
Nei prossimi giorni la Procura, guidata da Marcello V., disporrà accertamenti tecnici irripetibili sulla “scatola nera” del tram e potrebbe allargare il registro degli indagati ai responsabili della sicurezza.
Parallelamente verrà avviata una consulenza cinematica sull’incidente, affidata all’ingegnere Fabrizio D., per ricostruire con precisione dinamica e cause del deragliamento.




