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Terremoto fortissimo di magnitudo 6.5: la terra trema, scatta l’allerta

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Un forte terremoto di magnitudo 6.5 ha interessato l’area delle Isole Aleutine, in Alaska, nelle prime ore di giovedì 17 settembre 2026. La scossa è stata localizzata nel Mare di Bering, circa 42 chilometri a nord dell’isola di Amukta, nell’Aleutians West Census Area.

L’evento sismico si è verificato alle 14:19:52 UTC, corrispondenti alle 05:19 nell’area dell’epicentro. Secondo i dati riportati, il terremoto ha raggiunto una profondità di 98 chilometri ed è stato successivamente confermato e revisionato manualmente.

Epicentro e caratteristiche del terremoto

L’epicentro è stato individuato alle coordinate 52,8594° N e 171,3756° W, in una zona marina dell’Alaska caratterizzata da una significativa attività sismica.

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La profondità relativamente elevata del terremoto ha contribuito ad attenuare gli effetti dello scuotimento in superficie. L’intensità massima stimata nelle vicinanze dell’epicentro è stata pari al grado V della scala Mercalli Modificata (MMI), corrispondente a uno scuotimento moderato.

I parametri dell’evento sono stati progressivamente aggiornati dopo la prima rilevazione. In particolare, la profondità è stata ricalcolata da circa 112 a 98 chilometri, mentre la posizione dell’epicentro è stata corretta di circa 12 chilometri verso nord-nord-ovest.

Rischio di danni e vittime basso

Le valutazioni riportate sulla base dei modelli dell’USGS (United States Geological Survey) collocano l’impatto del terremoto al livello verde, quello più basso nella relativa scala di allerta.

Il rischio contenuto è legato soprattutto alla posizione dell’epicentro, lontana dalle aree densamente popolate, e alla considerevole profondità dell’evento. Lo scuotimento previsto nelle zone abitate non avrebbe infatti raggiunto livelli particolarmente pericolosi.

Per quanto riguarda le conseguenze sulle persone, viene indicata una probabilità del 98,9% che non si verifichino vittime dirette dovute allo scuotimento. La probabilità stimata di un bilancio compreso tra una e dieci vittime è invece dell’1,1%, mentre quella relativa a un numero superiore è indicata come inferiore all’1%.

Anche sul fronte economico l’allerta resta verde: la stima riportata attribuisce una probabilità del 98,9% a perdite comprese tra zero e un milione di dollari.

Dove è stata avvertita la scossa

Nonostante la magnitudo elevata, la distanza dai principali centri abitati ha limitato gli effetti del terremoto.

Tra le località più vicine figura Nikolski, situata circa 169 chilometri a est dell’epicentro, dove lo scuotimento massimo stimato è stato di intensità IV, classificato come leggero. Un’intensità analoga è stata stimata ad Atka, sull’isola di Unalaska, a Dutch Harbor, Adak e Akutan.

Più lontano, nelle località di Saint George e Saint Paul, lo scuotimento stimato scende al grado III della scala MMI, quindi a un livello debole.

Sono inoltre arrivate alcune segnalazioni dirette. Nell’area di Adak, a oltre 370 chilometri dall’epicentro, alcuni utenti hanno riferito oscillazioni e vibrazioni deboli, mentre un’altra segnalazione a circa 205 chilometri dall’epicentro ha indicato uno scuotimento leggero.

Registrata una scossa di assestamento

Dopo il terremoto principale è stata rilevata almeno una scossa di assestamento. L’evento, di magnitudo 3.5, si è verificato circa 15 minuti dopo il sisma principale, a una distanza di circa 7,5 chilometri e a una profondità di 95 chilometri.

Le scosse di assestamento sono frequenti dopo terremoti di questa intensità e possono continuare nei giorni, nelle settimane o anche nei mesi successivi.

Una delle aree più sismiche dell’Alaska

La zona delle Isole Aleutine presenta un livello di attività sismica molto elevato. Secondo le statistiche riportate, entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro si registrano mediamente circa 124 terremoti all’anno di varia magnitudo.

Per gli eventi di magnitudo 6 o superiore la frequenza media indicata è di circa 0,15 terremoti all’anno, equivalente a un evento ogni 6,8 anni. I terremoti di magnitudo 7 o superiore risultano invece molto più rari.

Il sisma del 17 settembre 2026 viene indicato come il più forte registrato in questa specifica area da oltre 15 anni. Un terremoto di magnitudo 6.9 aveva colpito una zona vicina il 2 settembre 2011, mentre nel giugno dello stesso anno era stato registrato un evento di magnitudo 7.3.

Tra i precedenti storici spicca inoltre il terremoto di magnitudo 8.0 del 7 maggio 1986, verificatosi nell’area delle Aleutine a circa 276 chilometri a sud-ovest dell’epicentro dell’evento del 2026.

Dati confermati da diverse agenzie

Le rilevazioni disponibili mostrano una sostanziale concordanza tra diversi istituti sismologici internazionali. L’USGS ha determinato una magnitudo 6.5 e una profondità di 98 chilometri, mentre altre agenzie hanno fornito valori molto vicini.

L’EMSC ha indicato magnitudo 6.5 e profondità di 101 chilometri, il GFZ una magnitudo di 6.49 a 96 chilometri di profondità e l’INGV una magnitudo 6.5 con ipocentro a circa 99 chilometri. Le piccole differenze rientrano nelle normali revisioni dei parametri effettuate dalle diverse reti sismiche.

Nel complesso, nonostante la forte magnitudo del terremoto in Alaska, la profondità dell’ipocentro e la posizione remota dell’epicentro hanno limitato gli effetti sulle aree abitate. Le stime disponibili indicano quindi un basso rischio di conseguenze significative per persone e strutture.

Tags: emergenza terremotoscossa di terremotosismastati uniti
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