Un forte terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la Colombia occidentale provocando almeno 124 morti e danni estesi in numerose città. Il bilancio resta provvisorio e potrebbe aumentare nelle prossime ore, mentre squadre di soccorso e volontari continuano a cercare persone intrappolate sotto gli edifici crollati.
L’epicentro è stato individuato nel comune di San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó, vicino ai confini con Risaralda e Valle del Cauca. La scossa avrebbe avuto una durata di circa 96 secondi, anche se in diverse località sarebbe stata percepita molto più a lungo.
Le zone più colpite dal terremoto
Tra le aree maggiormente interessate figurano i dipartimenti di Chocó, Caldas, Risaralda e Valle del Cauca, dove sono stati segnalati danni a ospedali, aeroporti, strade e infrastrutture pubbliche.
Particolarmente grave la situazione a Cali, Pereira, Armenia e Manizales, centri urbani che complessivamente ospitano milioni di abitanti. Numerosi edifici sono stati danneggiati o completamente distrutti.
A Manizales è crollata anche la torre della cattedrale, mentre in diverse città interi quartieri sono stati interessati da cedimenti strutturali.
La scossa è stata avvertita anche a grande distanza dall’epicentro, compresa Bogotà, oltre che in alcune zone di Ecuador e Panama. Nella capitale colombiana non sono stati inizialmente segnalati danni particolarmente gravi, ma i vigili del fuoco hanno avviato controlli sugli edifici lesionati.
Ospedali danneggiati e persone sotto le macerie
Una delle situazioni più drammatiche riguarda Cali, dove il sisma avrebbe provocato il crollo di parti di un importante ospedale universitario.
Tra le aree maggiormente danneggiate figurano il reparto pediatrico e quello di terapia intensiva. I soccorritori stanno scavando tra i detriti nel tentativo di raggiungere eventuali persone rimaste intrappolate.
Danni molto gravi sono stati segnalati anche in un’altra struttura sanitaria privata della città.
Il numero dei dispersi non è ancora definito e le operazioni di ricerca proseguono senza sosta. Le autorità temono che il bilancio delle vittime possa crescere man mano che i soccorritori raggiungono le zone più difficili da raggiungere.
Dichiarata l’emergenza nazionale
Il governo colombiano ha dichiarato l’emergenza nazionale e disposto l’attivazione di quattro centri di comando nelle città di Bogotà, Cali, Armenia e Quibdó.
Le strutture avranno il compito di coordinare soccorsi, assistenza alla popolazione e interventi nelle aree colpite.
Sono inoltre state organizzate squadre operative affidate ai responsabili dei diversi ministeri, con l’obiettivo di garantire una presenza diretta sul territorio e accelerare gli interventi.
Nel dipartimento di Antioquia è stata dichiarata anche l’allerta rossa ospedaliera, mentre squadre di emergenza sono state inviate verso le zone del Chocó maggiormente danneggiate.
Interruzioni di acqua, luce e comunicazioni
Il terremoto ha provocato forti disagi anche ai servizi essenziali. In alcune delle località più colpite si registrano interruzioni nella distribuzione di acqua, energia elettrica e gas.
Difficoltà anche per le telecomunicazioni. Per evitare il sovraccarico delle reti telefoniche, le autorità hanno invitato la popolazione a privilegiare messaggi e servizi di comunicazione via internet quando possibile.
La situazione resta particolarmente complessa nelle zone rurali e montuose, dove frane, strade danneggiate e interruzioni della rete viaria rallentano l’arrivo dei soccorsi.
Aeroporti chiusi per controlli di sicurezza
Diversi aeroporti sono stati temporaneamente chiusi per consentire le verifiche strutturali dopo il sisma.
Le sospensioni riguardano gli scali di Cali, Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura.
Le operazioni aeree resteranno limitate fino al completamento delle valutazioni sulla sicurezza di piste, terminal e infrastrutture aeroportuali.
Nessuna segnalazione di italiani coinvolti
Secondo le informazioni disponibili nelle prime ore successive al terremoto, non risultano cittadini italiani coinvolti.
Le autorità diplomatiche stanno comunque seguendo l’evoluzione della situazione e mantenendo i contatti con le strutture presenti sul territorio colombiano.
Il rischio di nuove scosse
Dopo il terremoto principale resta alta l’attenzione per possibili scosse di assestamento.
La Colombia si trova infatti in una delle aree sismicamente più attive dell’America Latina. Il Paese è interessato dall’interazione di diverse placche tettoniche e nel corso della sua storia è stato colpito da terremoti particolarmente distruttivi.
Nel 1999, un sisma di magnitudo 6,2 interessò la zona di Armenia provocando gravi danni e quasi mille vittime. Nel 1983, un altro terremoto colpì Popayán causando centinaia di morti.
Nelle prossime ore l’attenzione resterà concentrata soprattutto sulle ricerche dei dispersi, sull’assistenza ai feriti e sulla verifica della stabilità degli edifici nelle aree maggiormente colpite.




