Un terremoto di magnitudo 5.0 ha colpito le Filippine sabato 22 agosto 2026 alle 12:44 ora locale, le 04:44 UTC.
L’epicentro è stato individuato nella provincia di Agusan del Norte, nella regione di Caraga, nella parte nord-orientale dell’isola di Mindanao. Secondo i dati USGS riportati, il punto è stato localizzato alle coordinate 9,3981°N e 125,5805°E, circa 6 chilometri a sud di Kitcharao e 50 chilometri a nord di Butuan.
La profondità indicata dall’USGS è di 10 chilometri, anche se altre agenzie hanno fornito stime differenti. L’evento è stato rilevato da 38 stazioni sismiche.
Terremoto avvertito in diverse località
La scossa è stata percepita dalla popolazione, soprattutto nelle zone più vicine all’epicentro. A Kitcharao, situata ad appena 6 chilometri, lo scuotimento massimo previsto è stato classificato al livello V della scala MMI.
A Placer, Cabadbaran, Cantilan, Surigao, Socorro, Butuan, Buenavista e Libertad l’intensità stimata è stata invece pari al livello IV, corrispondente a uno scuotimento leggero.
A distanze maggiori l’intensità è progressivamente diminuita, passando prevalentemente al livello III e successivamente al livello II.
Le testimonianze dopo la scossa
Nel documento risultano 10 segnalazioni, sette delle quali riferiscono che il terremoto è stato effettivamente avvertito.
A Mainit, circa 16 chilometri dall’epicentro, è stato descritto uno scuotimento leggero con vibrazioni durate tra 20 e 30 secondi. A Butuan diversi utenti hanno invece segnalato oscillazioni deboli della durata di pochi secondi.
Una testimonianza riferisce di aver percepito improvvisamente il terremoto mentre guardava la televisione, mentre un’altra descrive un movimento orizzontale avvertito mentre la persona era seduta a tavola.
Le segnalazioni disponibili comprendono anche un caso di scuotimento molto debole a circa 884 chilometri dall’epicentro, mentre altre persone a grande distanza hanno dichiarato di non aver percepito nulla.
Nessun danno significativo previsto
Nonostante la scossa sia stata chiaramente percepita nelle località più vicine, le informazioni preliminari riportate non indicano danni significativi.
L’intensità più elevata stimata, pari al livello V della scala MMI, interessa soprattutto le immediate vicinanze dell’epicentro. Nelle città più popolose situate a qualche decina di chilometri, lo scuotimento previsto risulta prevalentemente leggero o debole.
A circa 50 chilometri dall’epicentro, Butuan, con oltre 300mila abitanti, avrebbe sperimentato uno scuotimento leggero.
Le diverse stime sulla magnitudo
Diverse agenzie sismologiche hanno rilevato l’evento fornendo valori leggermente differenti.
L’USGS e l’EMSC hanno indicato una magnitudo di 5.0, mentre GFZ ha stimato un valore di circa 5.1. La BMKG ha riportato una magnitudo di 5.2, mentre RaspberryShake ha indicato 4.9.
Anche le stime della profondità presentano differenze significative: alcune rilevazioni indicano 10 chilometri, mentre altre arrivano a circa 70-86 chilometri. I parametri dei terremoti possono essere sottoposti a successive revisioni con l’elaborazione di nuovi dati.
Nessuna scossa di assestamento registrata inizialmente
Al momento dell’aggiornamento riportato nel documento, non risultavano scosse di assestamento successive al terremoto principale.
In base alla magnitudo dell’evento, viene stimato che la rottura della faglia possa aver interessato una superficie nell’ordine dei 10 chilometri quadrati, con una lunghezza della zona di rottura di circa 5 chilometri.
Una zona ad altissima attività sismica
L’area interessata è caratterizzata da un altissimo livello di attività sismica. Secondo le statistiche riportate, entro un raggio di 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente circa 1.400 terremoti all’anno, considerando anche gli eventi di magnitudo più bassa.
I terremoti di magnitudo 5 o superiore sono mediamente circa 4,3 all’anno, mentre quelli di magnitudo 6 o superiore hanno una frequenza stimata di circa uno ogni quattro anni.
Dal 1900 sarebbero stati registrati nella zona almeno 31 terremoti di magnitudo superiore a 6, dato che conferma l’elevata sismicità dell’area.




