Una scossa di terremoto di magnitudo 4.8 è stata registrata il 2 settembre 2026 alle 05:10 UTC, corrispondenti alle 20:10 del 1° settembre nell’ora locale dell’area interessata.
L’epicentro è stato localizzato nell’Oceano Pacifico settentrionale, circa 92 chilometri a sud-sudovest di Nikolski, in Alaska.
Secondo i dati dell’USGS, il terremoto ha avuto coordinate 52.15°N e 169.309°W e un ipocentro situato ad appena 19 chilometri di profondità.
La rilevazione è stata effettuata utilizzando i dati provenienti da 112 stazioni sismiche.
Scossa superficiale nell’Oceano Pacifico
Uno degli elementi principali dell’evento è rappresentato dalla profondità relativamente ridotta dell’ipocentro, calcolata dall’USGS in circa 19 chilometri.
Lo scuotimento massimo stimato nelle immediate vicinanze dell’epicentro ha raggiunto il livello IV della scala Mercalli Modificata (MMI), corrispondente a uno scuotimento leggero.
Nonostante queste caratteristiche, al momento dell’aggiornamento non risultavano segnalazioni di persone che avessero avvertito il terremoto.
La località più vicina all’epicentro
La località abitata più vicina indicata nei dati è Nikolski, piccolo centro delle Isole Aleutine situato a circa 93 chilometri a nord dell’epicentro.
In questa zona lo scuotimento teorico viene stimato al livello III della scala MMI, quindi debole.
A distanze maggiori l’intensità prevista diminuisce ulteriormente. Sull’isola di Unalaska e a Dutch Harbor, entrambe a circa 267-268 chilometri dall’epicentro, lo scuotimento stimato è classificato come molto debole.
I dati di USGS e GFZ
L’USGS ha determinato una magnitudo pari a 4.8, con una profondità di 19 chilometri.
Una seconda valutazione del GFZ, il Centro tedesco di ricerca per le geoscienze, ha indicato una magnitudo molto simile, pari a 4.79. La profondità riportata dal GFZ è invece di 10 chilometri, valore che nella fonte viene indicato come potenzialmente legato a una determinazione non ancora sufficientemente precisa dell’ipocentro.
I parametri sismici possono essere aggiornati dopo un terremoto con l’arrivo e l’analisi di nuovi dati.
Nessuna scossa di assestamento registrata
Al momento dell’ultimo aggiornamento disponibile non risultavano scosse di assestamento successive all’evento principale.
In base alla magnitudo del terremoto, una prima stima indica che la faglia potrebbe essersi rotta su una superficie di circa 6 chilometri quadrati, con una zona di rottura lunga approssimativamente 4 chilometri.
Si tratta comunque di una stima preliminare basata sulle caratteristiche del sisma.
Una zona ad altissima attività sismica
L’area delle Isole Aleutine e dell’Alaska interessata dal terremoto presenta un’attività sismica molto elevata.
Secondo le statistiche riportate, entro 100 chilometri dall’epicentro si verificano mediamente circa 525 terremoti all’anno, considerando l’insieme delle diverse classi di magnitudo analizzate.
In particolare, vengono registrati mediamente 30,1 terremoti di magnitudo 4 o superiore ogni anno, equivalenti a circa 2,5 eventi al mese.
I terremoti di magnitudo 5 o superiore sono in media 5,1 all’anno, mentre quelli di magnitudo almeno 6 si verificano statisticamente circa una volta ogni 2,5 anni.
Dal 1900 nella stessa area sarebbero inoltre stati registrati almeno due terremoti di magnitudo superiore a 7, a conferma dell’elevata sismicità della regione.
La scossa di magnitudo 4.8 del 2 settembre rientra dunque in un contesto caratterizzato da frequenti terremoti, mentre al momento dei dati disponibili non risultano segnalazioni dirette dello scuotimento da parte della popolazione.




