Una scossa di terremoto di magnitudo 4.0 è stata registrata venerdì 11 settembre 2026 alle 17:25 ora locale, corrispondenti alle 04:25 UTC.
Il sisma ha interessato l’Isola del Nord della Nuova Zelanda, con epicentro individuato nel distretto di Ruapehu, nella regione di Manawatu-Wanganui, a circa 12 chilometri da Taumarunui.
L’evento è stato confermato e sottoposto a revisione manuale. I dati principali riportati provengono dall’European-Mediterranean Seismological Centre (EMSC).
Scossa molto superficiale
Uno degli elementi più significativi del terremoto riguarda la sua ridotta profondità, calcolata in appena 5,5 chilometri.
La prima rilevazione è arrivata da GeoNet meno di un minuto dopo il sisma. Successivamente la profondità è stata aggiornata da 5 a 5,5 chilometri e la posizione dell’epicentro è stata corretta di circa 6,9 chilometri verso sud-sud-est.
Sia EMSC sia GeoNet hanno indicato una magnitudo 4.0, con una lieve differenza nella profondità stimata.
Scossa avvertita vicino all’epicentro
La ridotta profondità ha reso il terremoto chiaramente percepibile nelle immediate vicinanze dell’epicentro.
Una delle segnalazioni è arrivata da una distanza di circa 11,6 chilometri, dove è stato riferito uno scuotimento leggero di intensità IV sulla scala Mercalli modificata.
Una seconda testimonianza è stata registrata a circa 105 chilometri dall’epicentro, dove lo scuotimento è stato classificato come molto debole, pari al grado II.
Le località più vicine
Tra i centri abitati più vicini figurano Owhango, situata a circa 11 chilometri dall’epicentro, e Taumarunui, distante circa 12 chilometri.
Per entrambe le località viene stimato uno scuotimento leggero di grado IV.
Aumentando la distanza, l’intensità prevista diminuisce. A National Park, distante circa 25 chilometri, e Ohura, a circa 29 chilometri, viene stimato uno scuotimento debole di grado III.
Anche Turangi, Ohakune e Raetihi si trovano entro circa 50 chilometri dall’epicentro e potrebbero aver registrato tremori deboli.
Il terremoto potrebbe essere stato percepito a distanza
Le segnalazioni disponibili indicano che il terremoto è stato percepito anche oltre i 100 chilometri dall’epicentro, sebbene con un’intensità molto debole.
A Taupo, circa 79 chilometri a nord-est, lo scuotimento teorico viene stimato al grado II della scala Mercalli. La stessa intensità molto debole è indicata per diverse altre località situate entro circa 150 chilometri.
A Wellington, distante circa 259 chilometri, il terremoto viene invece classificato come non percepibile secondo le stime riportate.
Nessuna scossa di assestamento registrata
Al momento dell’ultimo aggiornamento non risultavano scosse di assestamento successive al terremoto principale.
In base alla magnitudo, viene inoltre stimata una possibile superficie di rottura della faglia di circa un chilometro quadrato, con una lunghezza indicativa nell’ordine dei 2 chilometri. Si tratta di una valutazione preliminare e non di una misurazione diretta.
Una zona ad alta attività sismica
L’area interessata dal terremoto presenta un alto livello di attività sismica.
Secondo le statistiche riportate per un raggio di 100 chilometri attorno all’epicentro, vengono registrati mediamente circa 4.300 terremoti all’anno, considerando tutte le magnitudo presenti nel database utilizzato.
Gli eventi di magnitudo 4 o superiore sarebbero mediamente circa 10,9 ogni anno, mentre quelli di magnitudo 5 o superiore circa 1,42 all’anno.
I dati storici indicano inoltre che dal 1900 nella zona si sono verificati almeno due terremoti superiori a magnitudo 7, confermando la significativa attività sismica dell’area.




